AESPA - Savage

2021 (Sm)
hyperpop, k-pop, pop-rap

Hanno solo un anno di attività ufficiale alle spalle, ma Karina, Giselle, Ningning e Winter, il quartetto dietro al nome aespa, non sono qui per essere un fuoco di paglia. Certo, avere alle spalle un’etichetta come la SM, che ha lanciato due delle girlband più significative nella storia del k-pop, le f(x) e le Red Velvet, significa tantissimo, eppure l’investimento iniziale per questo quartetto non ha precedenti, sotto tutti i punti di vista.

Con un nome che già urla il concept tecnologico alla base del progetto, e con ciascuna delle quattro a essere dotata di un avatar digitale con cui interfacciarsi e interagire, l’universo in cui si inserisce il progetto mescola umano e artificiale a ogni occasione, disperde i confini fino a renderli un orpello, attitudine che poi si rispecchia anche nell’intricato disegno stilistico studiato per la band. Con una solida base hyperpop (il genere che indubbiamente ha meglio l’interpretato una simile indagine transumanista), ma ben lontano da una connotazione sonora specifica, “Savage”, primo Ep per le ragazze, frulla e risputa frammenti pop con una voracità inaudita, viaggiando a una velocità oltremodo spaventosa. C’è di che rimanere intrigati, ma forse un pizzico di moderazione non avrebbe guastato.

Manda tutto all’aria, “Savage”. Chiaro, con un titolo così invitare alla sobrietà sarebbe stato chiedere troppo; la realtà è che nemmeno lo avremmo voluto, le premesse bombastiche dell’Ep, già chiare dai precedenti singoli, “Black Mamba” e soprattutto “Next Level”, hanno perfettamente messo in mostra la disposizione enfatica, cangiante, del progetto, in accordo con le linee guida del macrocosmo hyperpop. Il problema sorge piuttosto nella gestione del materiale, nel far sì che il magma creativo alla base riesca a rimanere lucido, a presentare una coerenza di fondo. Superato il rutilante trap-pop di “aenergy”, sorta di anthem finalizzato a presentare il quartetto (e la sua ottima sinergia vocale), la title track, con il suo tappeto post-industrial e la progressione in scia Pc-music che le pone quasi come eredi delle 2NE1, disperde il potenziale aggressivo del pezzo con inserti cantati e distensioni nel pre-chorus che mal si combinano con le premesse ben più battagliere di strofe e rap.

Laddove “I’ll Make You Cry” riesce a far convivere meglio le diverse anime che la popolano, trovando un terreno comune in cui lasciar esprimere al meglio slancio pop e gesto rap (la produzione, ben modulata su frenetiche pulsioni future-bass, sa contornare il dato vocale con efficienza), “Yeppi Yeppi” cerca la via della caramella dance, ma nel provarci incrocia le fantasie electro delle LOONA e il variopinto carattere delle Twice in un incastro ancora una volta troppo forzato, scricchiolante.

Il talento non manca, la visione d’insieme anche, ma per arrivare davvero a essere iconiche, come da titolo della quinta traccia (frullatore trap che cerca di misurarsi col sincretismo delle Dreamcatcher), c’è bisogno di una sintesi che sappia intuire quando è il caso di spingere sul pedale del caos e quando è invece preferibile trattenere le redini. Per ora l’obiettivo di un’identità precisa è stato raggiunto, e c’è da scommettere che in tanti seguiranno la strada hyper tracciata per le aespa; adesso c’è da lavorare sulla pulizia e sulla coesione.

02/12/2021

Tracklist

  1. 1. aenergy
  2. 2. Savage
  3. 3. I'll Make You Cry
  4. 4. Yeppi Yeppi
  5. 5. Iconic
  6. 6. Lucid Dream

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