Bill Jr. Jr.

Homebody

2021 (Bush League) | folk-pop, indie

Nell’impazienza di comunicare nuovi potenziali album dell’anno in corso, sono sempre di più le imprecisioni che appaioni nelle recensioni. Nell’arco di una sola giornata è la terza volta che mi imbatto in un progetto sbandierato come opera prima e dunque debutto: per la band di Russell Gendron “Homebody” è al contrario il terzo progetto discografico, il primo in formato non solo digitale, nonché il primo con un nuovo assetto dell’organico della formazione.
Per i canadesi Bill Jr. Jr. “Homebody” è forse il battesimo d’ingresso nella società indie-pop, nonostante siano passati ben cinque anni dall’esordio “Volumes”. Senza dubbio questo è il set di canzoni più maturo scritto da Russell, otto brani folk-pop che agitano il vessillo della modernità e del classicismo, forti di una scrittura leggiadra e priva di incertezze.

Sarà per la presenza di musicisti abili nel dialogare con le strutture pop senza restare preda dell’ovvietà, tra gli altri Seth Hendershot (Kishi Bashi) e Jojo Glidewell (Of Montreal), sarà per quella frivolezza alla War On Drugs che tiene a bada la monotonia dell’indie-folk, “Homebody” è la consacrazione del sapore agrodolce del glitch-pop più rustico e roots.
La musica dei Bill Jr. Jr. è infatti ricca di ritornelli seducenti e briosi tempi ritmici che non suonerebbero alieni per una formazione synth-pop: “Renaissance Man”, “Dear Neighbour”. Le sonorità sono spesso accarezzate da tonalità Fm anni 80 (il delicato mix tra Dire Straits e Fleetwod Mac di “So Long”) e da frivolezze surf (la deliziosa “Blue”).
Anche la malinconia non scalfisce la genuinità dei Bill Jr. Jr.: non v’è infatti retorica nella soave melodia di “City Limit”, nel passo cadenzato a tempo di country-soul di “Half Hitch” e nell’incidente acustico di “The Waves”.

Mai pretenzioso o troppo sulle righe, “Homebody” è uno di quei dischi di cui è facile innamorarsi anche se non si è avvezzi alla leggerezza dell’indie folk-pop. Un album naif dalle tonalità pastello che mette in luce un autore di talento che ha tutte le potenzialità per stupire ancora in futuro: valga come ennesimo esempio il più ambizioso episodio finale “Run Home”, che in sette minuti di intelligenti digressioni armoniche cita Brian Wilson, Todd Rundgren, Supertramp e Beatles con il disincanto di Van Dyke Parks.

(17/03/2021)

  • Tracklist
  1. Renaissance Man 
  2. Blue 
  3. City Limit 
  4. Dear Neighbour 
  5. Half Hitch 
  6. So Long 
  7. The Waves
  8. Run Home 




Bill Jr. Jr. on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.