Jesse Marchant

Antelope Running

2021 (AntiFragile) | alt-folk

Tre anni di silenzio non hanno giovato alla notorietà di Jesse Marchant. Non si spiega altrimenti il disinteresse quasi totale della critica nei confronti del nuovo album del musicista canadese. “Antelope Running” è un’altra preziosa raccolta di canzoni fuori dal tempo. Il cantautore di Montréal, che vanta un passato come attore dalle alterne fortune, si conferma autore sensibile e fortemente evocativo. Il disco è composto da undici tracce, che sposano brillantemente la complessa e intimistica natura di autori come Bill Fay e Mark Kozelek con l’epica noir di Paul Buchanan e Thom Yorke.

Confidenziale ma non esclusivo, il nuovo lavoro di Marchant è tenacemente coerente e ispirato. L’autore adagia melodie folk dal fraseggio lirico fortemente descrittivo su tessuti sonori solo in apparenza ordinari, come nella lunga title track che dialoga con un’elettronica minimale, echi jazz, l’essenzialità del folk-blues e uno stuolo di brevi inserti strumentali che ben sottolineano le progressioni armoniche del brano.
E’ l’attenzione al dettaglio, il punto di forza di  “Antelope Running”, sia quando l’autore apre a melodie più ariose che restano incastonate in raffinate elaborazioni neoclassicheggianti (“Go Lightly”), sia quando la potenza di una melodia amabilmente semplice come quella di “Dirty Snow” è affidata ai sempre intensi testi.

Autore in costante crescita e sempre più attento alla scenografia sonora, Marchant tiene salda la densità delle composizioni, con arrangiamenti scarni che ne liberano la tensione melodica e ritmica.
“Antelope Running” offre spunti d’interesse sia che navighi in sottofondo, sia che sfrutti tutto il rumore assordante di un impianto hi-fi. Nell’alternarsi di momenti più introspettivi a pure esplosioni melodiche, l’album mette in mostra fragilità (“An Accident (From 3 Perspectives)”), impulsi hypnagogic-pop (“Challenger”), arpeggi semplici eppur toccanti (“Hard To Say The Meaning”), riuscite pagine di lirismo poetico ricche di riverberi ed echi del passato (“Hatchet Of Destiny”) e perfino un’inattesa sensualità soul-jazz (“Century”).

Anche i testi sono decisamente a fuoco e ricchi di intuizioni narrative, a partire dalla già citata “An Accident (From 3 Perspectives)” dove Marchant racconta la sofferenza causata da un incidente con lo snowboard, osservandolo da tre punti di vista diversi (Jesse, il fratello e la madre).
Essenziali e mai sopra le righe, le storie di “Antelope Running” sono racconti di ordinarie speranze per il futuro (“I Never Knew”) e di sentimentali dialoghi con il passato (“Far Away/Heartache”). Ed è la flebile speranza che dà linfa lirica a “The Stream Rushes On“, canzone scelta come singolo e posta alla fine di un album non privo di canzoni da ricordare: l’elegante connubio tra l’evocativo arrangiamento in chiave elettronica/dream-pop e la delicata malinconia folk del brano, non solo consolida la raggiunta maturità di Jesse Marchant come autore, ma offre un ulteriore motivo di disappunto per lo scarso riscontro finora ottenuto da un disco toccante ed emotivamente puro e cristallino.

(08/01/2022)

  • Tracklist
  1. Hard To Say The Meaning 
  2. Go Lightly 
  3. An Accident (From 3 Perspectives)
  4. Dirty Snow 
  5. Antelope Running
  6. Hatchet Of Destiny
  7. Century
  8. Challenger
  9. Far Away / Heartache
  10. I Never Knew
  11. The Stream Rushes On




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