"Nature Always Wins" è l'emblematico titolo del settimo album in studio dei Maxïmo Park. Registrato durante il lockdown con l'importante ausilio di Ben Allen, già produttore di Animal Collective, Deerhunter e Gnarls Barkley, il disco vede la band di Newcastle aggiungere alcune nuove fragranze al tipico registro sonoro formato da elegante post-punk e alt-rock, che ne ha contraddistinto felici sorti, soprattutto nei lavori d'inizio carriera.
I ferventi concetti, sempre ben presentati dalla risoluta voce del frontman Paul Smith, sono ora costruiti all'interno di venature sonore che passano dal pop psichedelico a quello più sofisticato à-la Prefab Sprout. L'ampia libertà concessa all'ottimo Allen nel plasmare i suoni a suo piacimento e la reazione inconscia provocata dalla fuoriuscita del tastierista Lukas Wooller hanno spinto Smith e soci ha sondare nuove direzioni artistiche, donando a questo nuovo album una maggior ampiezza e ariosità melodica.
Il disco si apre con l'incisiva e calpestante "Partly Of My Making", che tratta l'argomento dell'invecchiamento con il fraseggio pulito di Smith, mentre la sbarazzina "All Of Me" - eletta a singolo - è sorretta da vivaci sintetizzatori eighties. Concetti profondi sono trattati anche in "Why Must A Building Burn", che affronta la tragedia dell'incendio della Grenfell Tower e nell'onesta riflessione sulla paternità analizzata sia in "I Don't Know What I'm Doing" che in "Baby, Sleep".
"Versions Of You" e soprattutto "Ardour" riportano, per un attimo, alle sonorità caratteristiche della band inglese, mentre i momenti migliori dell'album si accolgono nella frenetica ed enigmatica "Feelings I'm Supposed To Feel", nella snella elegia delle Northland inglesi di "Child Of The Flatlands" e in "Placehorder", brano che ingloba il tipico folk-rock dei Rem prima maniera.
La più grande attrazione di "Nature Always Wins", come accaduto spesso in quasi tutti i dischi precedenti, è la voce di Smith: esperta, emotiva e flessa, abile a elevare qualsiasi canzone a un inno. L'album è sicuramente un valido passo in avanti rispetto ad alcune rovinose débâcle degli ultimi anni e resta apprezzabile il tentativo di cercare una nuova maturità in un sound più congeniale alle loro corde artistiche.
01/03/2021