Moonspell

Hermitage

2021 (Napalm) | gothic-metal

Negli ultimi tempi le visioni oscure del futuro stanno diventando sempre più concrete. Questo senso di impotenza verso un destino che appare inevitabile, l'impossibilità del singolo di dare un’impronta positiva al futuro stanno facendo nascere, in una minoranza sempre più corposa, l’idea che l'eremitaggio sia l’unica vera alternativa all'esistente. I lupi mannari di “Wolfheart” (1995) si lasciano alle spalle una città ormai invivibile per diventare eremiti. Da questa idea nasce il tredicesimo Lp dei pionieri del gothic metal lusitano, album che sembrerebbe aprire una nuova stagione oscura e malinconica per i Moonspell in cui Fernando Ribeiro sembra dirci che il metal dovrebbe andare oltre i testi su vampiri, vichinghi o Satana, per iniziare una nuova fase più matura e introspettiva. La copertina e le immagini interne, che nelle intenzioni dell'autore e di Fernando Ribeiro richiamano il chiaroscuro di Caravaggio, sono realizzate dall'artista lettone Arthur Berzinsh. L'album è stato registrato presso gli Orgone Studios di Jaime Gomez Arellano (UlverParadise LostOpeth).

“Hermitage” è un concept-album che può considerarsi un lavoro maturo e adulto per una band protagonista di una carriera quasi trentennale. Separatisi dallo storico batterista e co-fondatore Mike Gaspar (sostituito da Hugo Ribeiro), i Moonspell evitano la ripetizione della formula aggressiva del recente “1755” (2017), prediligendo una svolta radicale verso un album intimista e atmosferico, con influenze inattese per una band metal. Basta ascoltare le prime note di “The Greater Good” per ricordare subito il basso di Roger Waters. Ma “Hermitage” si allontana dalla discografia della band anche per il canto versatile di Fernando Ribeiro, che passa dalla pacatezza di un cantautore come in “All Or Nothing” e “The Greater Good” (forse l'inizio del sogno di Ribeiro di realizzare un disco in stile Nick Cave), sino all’urlo estremo hardcore più che metal (la title track).

“Hermitage” è una sfida per i fan più tradizionalisti e una riflessione sulla società contemporanea. Si può davvero continuare a vivere senza consapevolezza su quanto l’uomo influisca sull’ambiente o bisogna abbandonare tutto per riflettere davvero sul nostro ruolo? La pandemia ha solo reso più urgenti certe riflessioni che erano già non rinviabili da anni. Un disco sperimentale da alcuni punti di vista, dal tentativo di unire sonorità floydiane e metal del brano più maturo (“The Greater Good”), inizialmente atmosferico con una voce pacata per poi trasformarsi in un rapido crescendo metal. C’è anche un nuovo aspetto melodico che si impone, come in “Entitlement”, brano introspettivo con una melodia da ballata rock molto riuscita.
“All Or Nothing” è assolutamente anomalo nella discografia dei Moonspell, lento e intimista, sette minuti di riflessioni su una società che impone (spesso attraverso i social) una continua e artificiosa dicotomia fra fronti opposti, costringendo la gente ad avere opinioni e a odiarsi senza una vera coscienza della propria decisione. Tutto o niente, tutto deve essere bianco o nero senza eccezioni. Forse solo l'eremita può comprendere quanto di grande ci sia nel mezzo. “Hermitage” (pronunciato alla francese) è invece più tradizionalmente metal, con un grande riff iniziale e una voce di Ribeiro diversa dal solito, urlata e violenta, da ricordare quella di una band hardcore. Potrebbe essere la nuova “Alma Mater” degli spettacoli live. “The Hermits Saints” si candida a essere un nuovo inno tipico della band, come anche “Apophthegmata”, in perfetto equilibrio gothic-metal.

Altra anomalia è la presenza di due brani strumentali, “Solitarian”, ancora una volta tra metal e atmosfere floydiane, e la conclusiva “City Quitter”, inaspettata divagazione modern classical, segno di maturità del tastierista Pedro Paixão, capace di ricreare idealmente l'immagine della cover dell’eremita che, camminando sulle acque, abbandona la città sommersa alle sue spalle. Ma come ha dichiarato in varie interviste Fernando Ribeiro, il vero eremita non è colui che va via per sempre, ma è colui che torna indietro per ritrovare un senso comunitario della società, testimoniare che un'alternativa esiste e trovare la forza di salvare tutti.

(08/03/2021)

  • Tracklist
  1. The Greater Good
  2. Common Prayers
  3. All Or Nothing
  4. Hermitage
  5. Entitlement
  6. Solitarian
  7. The Hermit Saints
  8. Apophthegmata
  9. Without Rule
  10. City Quitter (Outro)






Moonspell su OndaRock
Recensioni

MOONSPELL

1755

(2017 - Napalm Records)
I maestri del gothic-metal tornano in pista con un concept epico e di forte spessore lirico

News
Moonspell on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.