Avrà pure ragione il simpatico filosofo Alain De Botton, quando illustra al proprio pubblico le distorsioni socio-culturali apportate dal Romanticismo sulle quali tentiamo tutt’oggi d’imbastire le nostre vite, ma all’atto pratico il potere di un’infatuazione può essere percepito più forte di uno schiaffo in viso, per tacere dell’amarezza di un lento e agonizzante allontanarsi, o del dolore di una perdita.
Ma il tema dell’opera non risiede tanto nelle liriche, che spesso vengono affidate a un semplice sample vocale ripetuto ad libitum, quanto piuttosto nelle finissime suggestioni musicali; tramite l’impiego di felpate partiture deep house, archi, sax e pianoforte, “Love Or (I Heard You Like Heartbreak)” è ben più di un semplice sottofondo. La cura posta nella suddivisione della scaletta – ideata come un ascolto su vinile, con quattro intermezzi rispettivamente a cima e fondo di ambo i lati – impacchetta quindi tematicamente un lavoro principalmente strumentale, ma i cui titoli già fungono da buona guida.
Dal lato più ritmico, “Violeiro” mescola house e samba su un cantato in portoghese e suggestioni alla Todd Terje, mentre “All I’m Missing Is You” è come una disco music decostruita da Dimitri From Paris, tra tastiere argentate e gioiosi saltelli di tamburi. L’idea di jazztronica si fa prominente su “I’ll Never Stop Loving You” tramite un sassofono che pizzica e si arrotola lungo tutto il brano.
Di controparte, “And That’s The Story Of Their Love” è un’imperscrutabile cavalcata deep house alla Theo Parrish, dove lunghe sezioni strumentali condotte da drum machine e una sintetica linea di basso al caucciù si mescolano a lascive suggestioni lounge da orchestra hollywoodiana anni 60 – come si evince anche dallo stilosissimo videoclip di accompagnamento, montato sulle scene di “La dolce vita” di Fellini. Verso la conclusione dell’ascolto, “Love Is (Extended Version)” è pura soulful (ware)house, decantata al microfono con estasi quasi mistica dalla seducente voce maschile di Cazeaux O.S.L.O.
Il fascino del lavoro vive in bilico tra le suggesioni tematiche e il supporto di una delicatissima filigrana produttiva; sia ascoltato in santa pace all’ombra di un salice piangente, che consumato in cuffia nel cuore di una notte buia e silenziosa, “Love Or (I Heard You Like Heartbreak)” è capace di suggerire lievi emozioni a fior di pelle, ma anche di creare profonde voragini emotive. Un lavoro a suo modo impalpabile e particolare, forse inafferrabile per i meno avezzi al genere, ma anche dannatamente bello da cima a fondo.
02/04/2021