Shiva

Dolce vita

2021 (Milano Ovest) | trap, pop

Il rapper classe 1999 Andrea "Shiva" Arrigoni è ancora molto giovane, ma è sulle scene già dal 2015 e ha all'attivo due album: l'adolescenziale e gotico "Tempo anima" (2017) e il ben più trap "Solo" (2018), decisamente più maturo e aggressivo. L'agghiacciante singoletto da autoscontro di "Auto Blu" (2020), che citava nientepopodimeno che gli Eiffel 65, ha fatto temere il peggio e raffreddato l'entusiasmo per questo terzo lavoro.

"Dolce vita" prende invece il meglio di "Solo" e lo affina, continuando sul sentiero di una trap di maniera ma supportata da una piena padronanza delle rime e da produzioni finalmente all'altezza. Il mood è introspettivo e a tratti persino lugubre, che anche se si alleggerisce ("I Can Fly") rimane malinconico e almeno in "La mia storia" ricorda la crudezza di Massimo Pericolo.
Il content tende prevedibilmente alla narrazione da ego-trip, come chiarisce "Mastercard" (feat. Lil Baby), e abbondano i soliti riferimenti ai soldi guadagnati, il passato sottoproletario, la sfilata di luxury-brand e status-symbol. C'è da superare l'avversione per questi cliché, o quantomeno sospendere il giudizio, per apprezzare gli elementi caratterizzanti di un lavoro che evita le ovvietà latineggianti e spinge invece verso uno stile più ruvido, come in "Fendi Belt" (feat. Paky) o evidenzia una dimensione malinconica, come in "Megatron". Quando "Problema" potrebbe diventare un singolo e spacca-classifiche come quelli di Sangiovanni, intervalla un quasi-reggaeton con lunghe sezioni senza beat.

Certamente, passaggi come l'iniziale "Dolce Vita" e "Hi-tech freestyle" sono pieni di punchline che evidenziano l'efficacia dello Shiva rapper, senza grandi ambizioni se non quella di raccontarsi, anche lui, secondo la trap emotiva e drammatica che ha ormai soppiantato le varianti più caciarone. Certo, quando un peso massimo come Guè Pequeno, che la trap in Italia la praticava in tempi non sospetti, entra in "Non sai niente" con una strofa killer è evidente che la scelta dei pochi ospiti potrebbe anche essere stata saggia, per evitare paragoni svantaggiosi.

"Dolce vita" poteva essere una svolta, quella che avrebbe trasformato Shiva in un trapper capace di portare avanti un suo modo di intendere la wave nostrana. Se da un lato Arrigoni sa infilare le rime e gestire il tempo, pur reggendo male il confronto con i più esperti e talentuosi, dall'altro lato manca ancora di un taglio personale che renda "Dolce vita" qualcosa di più e di diverso dal solito, quel presunto e sedicente lavoro della maturità. Male, ma non malissimo.

(05/07/2021)

  • Tracklist
  1. I can fly
  2. Mastercard (Ft. Lil Baby)
  3. Idee chiare
  4. Collane e bugie
  5. Superstar
  6. Fendi belt (Ft. Paky)
  7. Megatron
  8. Problema
  9. La mia storia
  10. Montecarlo
  11. Hi-tech freestyle
  12. Il diavolo chiama
  13. Non Sai Niente (Ft. Guè Pequeno)


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