Sven Wunder

Natura Morta

2021 (Piano Piano/ Lights In The Attic) | library music, etno-jazz-psych

All’elegante e sfolgorante miscela etno-world-jazz-rock, ispirata dai profumi floreali della vecchia Anatolia di “Doğu Çiçekleri” /”Eastern Flowers”, e alle esotiche fascinazioni dell'Estremo Oriente di “Wabi Sabi”, Sven Wunder aggiunge una nuova tappa del fantasioso ed esotico viaggio personale nel mondo delle sette note, un‘altra sfida da parte del musicista svedese che nell’arco di un solo anno ha consegnato due inaspettati classici.

Dopo la Turchia e il Giappone tocca all’Italia fornire materia prima per una ancor più ambiziosa colonna sonora immaginaria. Con il sempre più generoso sostegno dello Swedish Arts Council, il nuovo progetto del musicista svedese si avvale della presenza di nove violini, quattro viole, tre violoncelli, flauto, pianoforte, pianoforte elettrico, clavicembalo, chitarra a dodici corde, chitarra elettrica, tromba, flicorno, corno tenore, marimba, basso elettrico, batteria e percussioni.
“Natura morta” è per tal ragione l’album musicalmente più ricco e complesso di Wunder, un progetto che mette al centro della narrazione sonora l’arte della pittura e le profonde connessioni emotive tra rappresentazione della natura attraverso le immagini e l’aulico romanticismo ad essa connessi.

Si deve riconoscere al musicista svedese di aver ridato lustro e dignità a quelle contaminazioni culturali che per molti anni sono state confuse ideologicamente con una forzata occidentalizzazione di usi e costumi e dunque anche di linguaggi musicali. Quel che conta veramente, in “Natura morta”, non è il luogo verso il quale l’autore volge lo sguardo in cerca di ispirazione, in questo caso l’Italia e l’arte pittorica che va dai tesori di Pompei al Rinascimento, ma è l’occhio con il quale il musicista scruta e cattura colori, paesaggi, sfumature, dettagli, materiali, simboli e tutta la loro magia.
Wunder evita brillantemente tutte le trappole del citazionismo, distillando scale armoniche dalle intense profumazioni mediterranee (“En Plein Air”) o omaggiando la tradizione library music italiana di Ennio Morricone, Armando Trovajoli e Piero Piccioni con un’ingegnosa e scattante “Prussian Blue”, orchestrata con bonghi, flauti e un vibrante twang chitarristico.

“Natura morta” onora anche l’interazione tra il jazz e la melodia classica italiana degli anni 70, tra lussuosi esemplari di lounge-music (la title track), volteggi jazz-funk ad alta tensione perfetti per un film poliziesco (“Memento Mori”) e un flebile accenno jazz-noir (“Impasto”) che rievoca le raffinate sonorità di Giorgio Gaslini.
Ancora una volta Wunder rasenta la perfezione, con composizioni e arrangiamenti che hanno il fascino e la potenza dei più classici temi da film (“Alla prima”, “Panorama”), sfrutta al meglio le opportunità offerte da un budget più cospicuo, dando forma a intelligenti simbiosi tra il cinema e l'arte dei suoni in “Pentimento”, o tra la pittura e la descrittività della musica in “Umber”, concedendosi anche un momento di estasi orchestrale dove fondere jazz e musica barocca con eleganza e gusto (“Barocco, ma non troppo”).

“Natura morta” è l’ennesimo gioiellino di Sven Wunder, un album che non solo conferma tutta la magia dei due lavori precedenti, ma sottolinea anche la notevole progettualità del viaggio culturale-musicale dell'autore. Un tentativo di preservare vecchi suoni e costumi che conservano il loro fascino nonostante la frenetica e affannosa ricerca di un sempre più tecnologico e asettico futuro, per un disco che ha il dono di ricordarci i piaceri fugaci della vita prima che qualcuno ce li porti via per sempre.

(09/06/2021)

  • Tracklist
  1. En Plein Air
  2. Impasto
  3. Prussian Blue
  4. Natura Morta
  5. Panorama
  6. Alla Prima
  7. Umber
  8. Barocco, Ma Non Troppo
  9. Memento Mori
  10. Pentimento
  11. Natura Morta (Reprise)




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