SVEN WUNDER - Daybreak

2025 (Piano piano)
fusion, library music

Quinto capitolo dell’esotico viaggio sonoro di Sven Wunder, il più ambizioso e forse il più imprudente del musicista svedese. Joel Danell (vero nome dell’artista, finalmente uscito allo scoperto dopo un lungo periodo di mistero e anonimato) prende spunto dalle musiche di Jerry Goldsmith per “Chinatown”, dalla colonna sonora di Wojciech Kilar per il film “Dracula” di Francis Ford Coppola e dalle opere di Ennio Morricone, Piero Piccioni e Stelvio Cipriani, per un disco elaborato che entra nel mondo della fusion e della library music con la consueta eleganza e una tavolozza musicalmente più ricca e ai confini dell’easy listening.

L’autore svedese ha mosso i primi passi realizzando musica per programmi e film televisivi, è cresciuto ascoltando jazz (il padre è un batterista noto nell’ambiente), e pur se il primo approccio è stato quello con il pianoforte, ha ampliato le proprie abilità sviluppando un’attitudine alla struttura compositiva tipica della musica orchestrale.

“Daybreak” è il suo album più delicato, quasi affine all’arte della pittura. I paesaggi sonori sono meno volubili e imprevedibili del jazz made in Japan, del western spaghetti e del funk anatolico che sono stati argomento base dei precedenti capitoli, ma la magia è immutata. I primi due brani, “Setting Off” e “Misty Shore”, mettono a punto i due punti nodali dell’opera: sognante ed evocativa la prima, ritmicamente fluida e avvolgente la seconda.

Quel che fa seguito è un raffinato uso di archi e suggestioni orchestrali (la title track) e di variazioni sul tema (brani come “Scenic Byway” e “Turning Tides” sono rielaborazioni armoniche di “Setting Off”), non privo di intuizioni musicalmente pregnanti (“Leeward”) e ammalianti breakbeat (“Liquid Mountains”) che in parte stemperano l’atmosfera più levigata del disco.

Album forse meno innovativo dei precedenti, il quinto episodio del musicista svedese è più incline al dettaglio – il vibrafono e il flauto in “Take A Seat” e l’organo in stile Nouvelle vague di “Windward”- e la presenza dietro le quinte di Malcom Catto degli Heliocentrics non è assolutamente casuale: sono ben pochi, infatti, gli artisti capaci di mettere insieme Roy Budd, Martin Denny e Quincy Jones con un’eleganza e una capacità di sintesi che lasciano l’ascoltatore in preda allo stupore (“Liquid Mountains”).

23/11/2025

Tracklist

  1. 1. Setting Off
  2. 2. Misty Shore
  3. 3. Take A Seat
  4. 4. Daybreak
  5. 5. Still Moorings
  6. 6. Scenic Byway
  7. 7. Leeward
  8. 8. Windward
  9. 9. Resting Place
  10. 10. Warmer Air
  11. 11. Deep Sea
  12. 12. Turning Tides
  13. 13. Liquid Mountains

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