Unsane

Improvised Munitions & Demo

2021 (Lamb Unlimited) | noise-rock, post-hardcore

Una storia romantica, quella che sta alle spalle della pubblicazione di “Improvised Munitions & Demo”. 1988: dopo aver incrociato pensieri, emozioni e strumenti nel progetto Unsane, il chitarrista e cantante Chris Spencer, il bassista Pete Shore e il batterista Charlie Ondras registrarono i brani destinati al loro primo album per la Circuit Records, un’etichetta che stava sgomitando a dovere grazie alla presenza, nel proprio roster, di band quali Cop Shoot Cop, Surgery e Monster Magnet. L’eccitazione della band durò poco, visto che il boss della Circuit, una volta ricevuto il materiale, si perse dietro la sua dipendenza da cocaina e incasinò tutto. Spencer riuscì comunque ad avere una copia di prova del disco e un paio di quelle tracce finirono su dei singoli, solo che un giorno i coinquilini di Spencer pensarono bene, per comprarsi la “roba”, di rubare un po’ tutto quello che c’era in giro nell’appartamento e anche quel disco finì chissà dove. Solo recentemente, grazie a quello che può tranquillamente definirsi una “botta di culo”, Spencer è riuscito a rintracciare il tizio che, a suo tempo, aveva comprato quel disco in un negozio di dischi usato.

“Improvised Munitions & Demo” è, quindi, il lieto fine di una storia che sembra uscita da un film. Delle undici tracce che raccoglie, le prime quattro ("Cracked Up", "Cut", "Bath" e "Slag") furono ri-registrate e pubblicate nel 1991 sull’esordio ufficiale della band (per la mitica Matador), mentre le ultime quattro uscirono nel 1988 su un demo utilizzato, a suo tempo, come biglietto da visita per racimolare concerti in giro.
Ora, al netto di una produzione non esattamente eccelsa (ma siamo sicuri che in casi come questo sia necessaria?), “Improvised Munitions & Demo” è una bomba dall’inizio alla fine e, naturalmente, fa venire i lucciconi a quelli che c’erano o che, comunque, sentirono, anche solo a distanza di qualche anno, il profumo di una musica che, dandoci dentro con noise-rock e la giusta quantità di post-hardcore (il tutto approcciato con il plumbeo esistenzialismo di bluesman metropolitani), traduceva in suono-rumore la claustrofobia di una vita sull’orlo del collasso, avanzando cataclismatica tra sfregi sulfurei di corde, urla disperate e sepolte nel mix, linee terremotanti di basso, tamburi presi a martellate e allucinazioni chitarristiche che in “Cut” fanno l’occhiolino anche al malessere dei Big Black (avete presente “Passing Complexion”?).

Tra i brani inediti, “Jungle Music” è, nomen omen, una giungla di distorsioni e ritmi indiavolati, “Concrete Bed” un siluro imprendibile di elettricità e distruzione, “My Right” un più lento discendere negli abissi della perdizione, ma non per questo meno dirompente. Molto interessanti anche i quattro brani del demo del 1988, nonostante un suono più “soffocato”: “Bring It” ruggisce e schiamazza a dovere, “What Is This?” e “Trial” hanno il piglio e l’urgenza dell’hardcore prima maniera, pur avendo digerito quintali di vinili noise-rock, mentre “Wastd Time” continua a cadenzare l’orgoglio di quelli che non si arrendono.

(22/09/2021)

  • Tracklist
  1. Cracked Up
  2. Cut
  3. Bath
  4. Slag
  5. Jungle Music (im)
  6. Concrete Bed (im)
  7. My Right (im)
  8. Bring It ('88 Demo)
  9. What Is This? ('88 Demo)
  10. Wastd Time ('88 Demo)
  11. Trial ('88 Demo)

 

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