Strano ma vero: il nome di Bart Davenport è ancora poco noto, nonostante il musicista americano vanti una cospicua discografia. Non solo “Episodes” è l’ottavo album da solista, ma sono molte le band che lo hanno visto protagonista: Kinetics, Loved Ones, Honeycut e Persephone’s Bees (degli ultimi consiglio l’ottimo “Notes From The Underworld”).
Autore raffinato e ottimo interprete, Davenport non è un musicista facile da catalogare o inserire in un ambito stilistico definito. L’unico vero obiettivo dell’autore sembra essere quello di scrivere canzoni che resistano all’usura del tempo. Il cantautore americano sposa i Love con Gilbert O’Sullivan (“It’s You”), gli Style Council con Joao Gilberto (“Easy Listeners”, “Naked Man”) e perfino Burt Bacharach con i Belle & Sebastian (“Billionaires”), con una naturalezza impressionante, oltre a un’autorevolezza armonica e lirica che è una vera manna di questi tempi.
Orecchiabili, melodiche, rifinite con un’elegante grazia artigianale, da qui la qualifica di pop lo-fi, le dodici canzoni di “Episodes” sono amabili quanto basta (“Naked Man”), a volte lievemente barocche (“Alice Arrives”), intime e familiari al punto giusto da meritarsi l’appellativo di indie-folk (“Still Life”); seducenti e spesso contaminate da un brio glam-rock che non guasta (l’irresistibile “Holograms”), ma anche da velleità britpop (“All Dressed In Rain”) e jangle-pop (“99 Forever”).
Come un moderno crooner, Davenport rielabora il pop dei tardi anni 50 con sapiente buon gusto (“Wireless Moon”), domina con leggerezza i sparuti esotismi immergendoli in residui folk-psych (“Strange Animal”), senza mai rinunciare a uno stile personale.
“Episodes” è un disco perfettamente calibrato, caratterizzato da melodie dal fascino istantaneo, arrangiamenti mai invasivi e un timbro vocale piacevolmente British che tiene a bada le derive mainstream. Insomma, tutto quello che potete chiedere a un disco pop è racchiuso in questo nuovo album del musicista americano. Per dirla con Nick Lowe: pure pop for now people.
20/04/2022