Bjork

Fossora

2022 (One Little Indipendent) | art-pop, elettronica

La regina dei ghiacci è tornata; a cinque anni di distanza da "Utopia", Björk Guðmundsdóttir si riaffaccia con un nuovo e intenso lavoro intitolato "Fossora".
Nell'album precedente, l'artista sperimentale islandese aveva immaginato un mondo al di là del nostro, mettendo in contrasto immagini eteree, una produzione più soft del solito con le crescenti preoccupazioni per lo stato dell'ambiente e il persistente dolore per il divorzio.
"Fossora" vede Björk tornare sulla Terra per osservare il suo decadimento, meditando sull'effetto debilitante che questa situazione provoca sulle nostre relazioni: non ci prendiamo cura del nostro pianeta, sembra suggerire, perché non ci preoccupiamo di noi stessi e degli altri.
I concetti espressi sono in piena sintonia con il suo inesauribile estro, che continua a proiettarla verso territori sonori e concettuali articolati e innovativi, luoghi che in pochi hanno il coraggio di esplorare, sviscerare e soprattutto la capacità di portare anche al successo commerciale.

L'infinito ciclo di distruzione paventato da Björk è perfettamente evidenziato nell'opener "Atopos", dove, tra un clarinetto dissonante e tamburi sferraglianti, l'artista di Reykjavik ringhia sull'incapacità di interconnessione delle nostre culture. Il suo fermo ottimismo volto al superamento di tali divisioni pulsa su una cacofonia sonora in crescendo, per un finale tanto caotico quanto rappresentativo dell'attuale stato collettivo.
"Fossora" è un'opera decisamente ostica, che ha il pregio di appassionare, arricchita da una sontuosa produzione intrisa di scelte armoniche lussureggianti, accompagnata dal poetico lirismo di Björk spinto a perlustrare evocative riflessioni su sopravvivenza, mortalità e maternità.
"Ovule", ad esempio, è un episodio traboccante, nel quale sono protagonisti trombone, timpani e sequenze di musica elettronica in forte espansione. "Mycelia" è invece contraddistinta da profondi intrecci vocali a cappella, mentre "Allow", grazie a una perfetta coorte di flautisti, riprende alcune atmosfere ansanti e angeliche dell'album precedente. Il breve poema interpretato in islandese "Fagurt Er í Fjörðum" vede la delicata recitazione di Björk sciogliersi dolcemente su una linea di basso Midi inflessa di riferimenti radioheadiani, mentre il featuring di Serpentwithfeet, previsto in "Fungal City", guida Björk in un immaginario mondo costituito da città fungine sotterranee che lavorano di nascosto per far sbocciare amore e armonia.

Le tracce migliori sono però quelle più personali. Sostenuta esclusivamente da una linea di basso e dal coro islandese Hamrahlid, "Sorrowful Soil" è accreditata come l'elogio che Björk (diventata recentemente nonna) rivolge alla madre Hildur Rúna, attivista ambientale morta nel 2018. Oltre al paesaggio sonoro meravigliosamente minimalista, il brano è un toccante e celebrativo omaggio alla donna che l'ha cresciuta, onorando sia il contributo come genitore che molteplici sfumature della sua umanità. Dedica diretta che spunta anche nel chamber-folk di "Ancestress", dove, su archi scintillanti e percussioni clamorose, Björk descrive la grande integrità morale della madre e nell'abbagliante "Her Mother's House", dove compare anche la dolce voce della figlia Isadora.
Björk scava a fondo nei suoi disagi, oscillando tra il riconoscere la disperazione delle circostanze e cercare una luce che la guidi attraverso esse, un contrasto che si riflette vividamente ed efficacemente in vari capitoli del disco, tra tutti nella cavernosa "Victimhood", che vacilla tra minaccia e sconforto, precisando quanto il nostro cuore s'indurisca quando i traumi rimangono irrisolti.
La title track richiama apertamente, con le sue asprezze, la scena dell'opener, offrendo una prospettiva fiduciosa anche all'interno delle angosce più strazianti.

La ricerca della serenità può sembrare un esercizio infruttuoso in tempi dalle sembianze apocalittiche. Björk ritiene che per raggiungerla sia necessario non solo imparare a convivere con il presente, ma anche trovare persone che ci diano forza per reagire di fronte alle gravi avversità. Con "Fossora", che Björk traduce ed elabora come <>, è evidentemente sottolineato quest'aspetto, su quanto sia importante indagare tra le rovine del nostro cuore e delle nostre anime per poter costruire un futuro soddisfacente.

(02/10/2022)

  • Tracklist
  1. Atopos
  2. Ovule
  3. Mycelia
  4. Sorrowful Soil
  5. Ancestress
  6. Fagurt Er Í Fjörðum
  7. Victimhood
  8. Allow
  9. Fungal City
  10. Trölla-Gabba
  11. Freefall
  12. Fossora
  13. Her Mother's House






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