Dal 2007 Dirk Serries non utilizza più il nome di VidnaObmana per pubblicare la sua musica. La mappa sonora delle sue esplorazioni musicali è cambiata più volte, e continua a cambiare. Eppure ogni tanto è come se il musicista belga sentisse il bisogno di tornare a casa, alle sperimentazioni della sua gioventù e alla malinconia stellare dei suoi capolavori dark-ambient.
È successo anche lo scorso anno, quando Serries ha registrato le quattro tracce di “Island On The Moon” in compagnia del sassofonista Trösta. L’album si apre sulle distese glaciali di “Companion”, dieci minuti in cui i sintetizzatori costruiscono un tappeto liquido alla Harold Budd, preparando lo spazio sonoro per i toni del sassofono, distillati come gocce di rugiada al mattino.
Su “Oceanus” il sassofono collabora fin dai primi istanti alla costruzione della lenta introduzione del brano, che lentamente dispiega una melodia ariosa e solare. L’atmosfera è in equilibrio tra le sperimentazioni Ecm di John Surman di metà anni 80 e la new age estetica delle ultime pubblicazioni della Projekt.
La chitarra elettrica di Serries avvolta in una nuvola di effetti digitali manda in orbita la melodia sognante di “Kreep”, prima che il sassofono di Trösta dia la sua interpretazione di spiritual jazz con un assolo in slow motion avvolgente.
Il gran finale è per i dieci minuti abbondanti di “Tranquillatis”, dove il sassofonista è ancora più libero di interpretare un personalissimo omaggio al grande Pharoah Sanders.
25/01/2022
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