Ghali

Sensazione ultra

2022 (Atlantic) | trap, pop

Ghali gode di un seguito più ampio e trasversale di molti suoi colleghi trapper: piace “a tutta la famiglia”, funziona bene in televisione e suscita simpatia anche fra chi uno Sfera Ebbasta lo aborrisce. È diventato uno dei primi a suonare qualcosa di nuovo nella nostra scena hip-hop, diventando famoso su YouTube con numeri da mainstream attraverso una grandinata di singoli che ne hanno delineato il linguaggio, i riferimenti pop-culturali, lo stile fra rap e canto, fra Italia e Tunisia. Di questo periodo formativo rimane traccia in “Lunga vita a Sto” (2017), una compilation che nella sue ingenuità racchiude molti dei motivi di entusiasmo di chi lo ha seguito dagli esordi. “Album” (triplo platino, 2017) e “DNA” (2020, doppio platino) sono stati invece meno dirompenti del previsto, fra tantissime concessioni pop e lunghi tempi di gestazione, scelte promozionali bislacche, singoli ruffiani e leggerissimi. Con la dozzina di brani di “Sensazione ultra” la giovane promessa dovrebbe finalmente tener fede alle aspettative.

Apre con “Bayna”, in arabo per i primi 30 secondi, e subito ritorna alla mente l’originale plurilinguismo di una “Wily Wily” (2016), nonostante la forma sia quella di un pianismo intimista un po’ frusto. L’uso di altre lingue è però abbastanza limitato nel resto dell’album, con un’importante eccezione nella frenetica hip-house di “Wallah”.
Molti dei brani successivi si ricongiungono alla trap e ai suoni di inizio carriera (“Bravo”, “Walo”, “Drari” con Baby Gang) con un vertice in “Free Solo”, con una curiosa piegatura 2-step e l’importante contributo dell’ospite Marracash, che infatti scrive alcune delle barre migliori:

Tempi cupi tra la noia e la routine
Ci rifila gli scarti come a Jova Rick Rubin
Ora vedo i fantasmi come Kanye, Kid Cudi
Terza guerra, kill Putin, senza che ci discuti
Non fungible token, ma non farci da broker
Con i grafici soldi facili, è tutto fantasy, Tolkien

Ritornano però anche i momenti di pop ballabile che garantiscono gli streaming, con il tormentone annunciato di “Pare”, con Madame e Massimo Pericolo, che sembra rubato a Fabio Rovazzi. In questo ambito alcuni momenti sono davvero troppo generici, come l’house radiofonica di “Crazy”, compresi i testi:

Dopo che ti ho dato tutto
Sincero io pensavo bastasse
Per te che dimentichi tutto
Tutto non è un granché

Qualche perplessità la suscita anche la title track in chiusura, con qualcosa della forma libera di Dargen D’Amico ma montata su una drum’n’bass arrembante che ricorda nei risultati l’aerobico senso del divertimento di un certo Jovanotti altezza “Ora” (2015).
Più che una promessa mantenuta, “Sensazione ultra” è la conferma che Ghali non sa essere all’altezza dei suoi esordi. Diviso fra le origini trap, i successi pop e qualche esperimento più intimista e free-form, questo terzo album richiede una presa di coscienza: sarà pure simpatico e telegenico, ma Ghali non è il presente né il futuro del nostro (pop) rap.

(26/05/2022)

  • Tracklist
  1. Bayna
  2. Bravo
  3. Fortuna 
  4. Free Solo (feat. Marracash)
  5. Walo
  6. Moon Rage (feat. Axell)
  7. Pare (feat. Madame)
  8. Crazy 
  9. Peter Parker
  10. Wallah
  11. Drari (feat. Baby Gang)
  12. Sensazione ultra


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