JB Dunckel

Carbon

2022 (Prototyp Recording) | elettronica

Gli Air sono ormai fermi dal 2009 con un vero e proprio album in studio, quel “Love 2” che aveva lasciato più ombre che luci nell’immaginario collettivo. Le due testimonianze successive, seppur intriganti per la loro particolare finalità - la colonna sonora per il restyling di “Le Voyage Dans La Lune” del 2012 e le sonorizzazioni museali di “Music For Museum” del 2014 - sono da considerare più dei gustosi camei che delle vere e proprie produzioni a tutto tondo.
E’ proprio in seguito a queste pubblicazioni che le carriere soliste di Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel hanno iniziato a prendere vita con maggior costanza. Quella di Dunckel, a dire il vero, aveva già registrato il proprio esordio con l’interessante pseudonimo Darkel del 2006, per poi scivolare via con la composizione di numerose colonne sonore e arrivare a quest'ultimo lavoro intitolato “Carbon”, proprio in riferimento all’elemento che più di ogni altro è presente in tutte le forme di vita ed è la base assoluta della chimica organica.

 

JB Dunckel è degli Air la mente, per così dire, più sofisticata, quella che ha fornito alle loro peculiari composizioni elettroniche quel tocco elegante che ha costituito il trait d’union tra visioni retrò e languori futuristici, amalgamati in un coacervo di sensazioni psichedeliche, carezzevoli vocalità e quel dannato e inequivocabile french touch. In “Carbon” è di casa il lussurioso groove à-laMoon Safari” carico di sintetizzatori, archi, clavicembali e vocoder ("Zombie Park", "Sex UFO" e "Space", quest'ultima con il featuring di Heather D'Angelo delle Au Revoir Simone), ma c'è anche la forte influenza del kraut-rock dei Neu! ("Corporate Sunset") o quello più techno-dance dei Kraftwerk ("Dare") ed è possessore di un quantitativo consistente di contenuti lirici, ben più di quanto ci si possa aspettare dal coautore di successi magnetici come "Sexy Boy".

E’ palese come “Carbon” non abbia la caratura per aggiungere alcunché di straordinario all’insigne bacheca di JB Dunckel e che non sia un prodotto di massa dotato di prestante attrazione, ma non erano certamente questi i propositi principali previsti del talentuoso musicista di Versailles. Piuttosto, è la sana dimostrazione della classe e della proverbiale raffinatezza di uno dei cervelli della formazione elettropop transalpina e forse la testimonianza più chiara di chi sia il principale generatore delle particolari sonorità gustate nel corso della loro epoca d’oro.

(02/07/2022)

  • Tracklist
  1. Spark
  2. Coporate Sunset
  3. Space
  4. Shogun
  5. Dare
  6. Sex Ufo
  7. Cristal Mind
  8. In Between The Two Moons
  9. Naturalis Principia Musica


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