Marina Allen

Centrifics

2022 (Fire) | alt-folk

A volte basta un attimo. Per Marina Allen sono stati necessari in verità meno di venti minuti, quelli dell’Ep d’esordio “Candlepower”, per catturare l’attenzione di pubblico e critica. Le assonanze con Carole King, Judee Sill e Laura Nyro hanno fatto il resto, turbando i sogni degli appassionati del folk-pop più raffinato.

 

Con il primo album “Centrifics” la cantautrice di Los Angeles punta ancora più in alto: le dieci tracce sono altrettanti tentativi di guardare oltre, di osare, anche a rischio di deludere le attese.
Non sono solo le piacevolezze del folk californiano a essere protagoniste della nuova prova discografica di Marina Allen. Una colta attitudine jazz e una poetica più viscerale e intima sovvertono le direttive accennate in “Candlepower”. Più che definire gli spazi, la cantautrice preferisce individuarne di nuovi, incurante delle possibili incongruenze e imperfezioni. “Centrifics” è nato durante un lungo ritiro in un luogo isolato della California, una scelta dettata dalla volontà dell’autrice di voler tener fuori inutili pressioni creative.

Al piano spetta la centralità della scena, passando da giocose e irriverenti trame soul-blues in fervente dialogo con la melodia (“Celadon”) a dondolanti folk-pop adagiati su un elegante arrangiamento chamber-pop, che offrono alla voce dell’autrice note decisamente più ardite (“Or Else”).
L’ulteriore passaggio dal piano al Fender Rhodes introduce eleganti attitudini jazz: con la suadente melodia di “New Song Rising” Marina Allen entra nel magico mondo dei crooner, tra sussurri e toni eterei che incantano con passo lieve, mentre l’ingresso dei fiati alimenta soluzioni jazz-folk ancora più ardite per “Foul Weather Jacket Drawing”, un brano nel quale  l’autrice accenna perfino un breve scat, sovvertendo ancora una volta le regole del gioco.

 

A tanta beltà e potenza non corrisponde, però, un disco di pari intensità. Più che l’album della consacrazione, “Centrifics” è in verità quello del consolidamento. Le continue assonanze - Judee Sill, Laura Nyro ma anche Aimee Mann - da un lato esaltano il talento della Allen, dall’altro propongono un arduo confronto che mette in luce una scrittura non sempre all’altezza degli originali.
A questa lieve defaillance sopperiscono la qualità dei testi e le doti interpretative dell’autrice, con canzoni che sfoderano un’eleganza a tratti perfino algida e finemente razionale.
Quanto questa sapiente scelta artistica possa offrire in futuro è ulteriore motivo di plauso e d’interesse per un disco che conferma tutte le potenzialità di un'autrice in costante crescita.

(21/09/2022)

  • Tracklist
  1. Celadon
  2. Getting Better
  3. Or Else
  4. Smoke Bush
  5. Superreality
  6. New Song Rising
  7. Halfway Home
  8. My Stranger
  9. Foul Weather Jacket Drawing
  10. Gardiner's Island




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