MELT YOURSELF DOWN - Pray For Me I Don’t Fit In

2022 (Decca)
afrobeat, art-rock, dance-punk

A due anni dal vulcanico “100% Yes“, i londinesi Melt Yourself Down rispolverano il loro ricettario dance-punk/afrobeat. Lo fanno, in primo luogo, tornando a esibirsi dal vivo: 2020 e 2021 non hanno portato che una manciata di concerti, ma una raffica di live a marzo in Gran Bretagna li ha rimessi in pista. In scaletta, pezzi dai loro primi tre fulminanti dischi, ma anche dal nuovo “Pray For Me I Don’t Fit In”, uscito il 25 febbraio per la celebre label Decca.

La formazione, alla sua essenza, è la stessa del precedente ellepì: i due fondatori Kushal Gaya e Pete Wareham (chitarra+voce e fiati+tastiere, rispettivamente), il batterista Adam Betts (Three Trapped Tigers, Shobaleader One), il sassofonista George Crowley, la bassista Ruth Goller. La musica, però, è cambiata. Se “100% Yes” colpiva con la sua esplosività, il nuovo album è più notturno. La prima reazione può essere di perplessità: abituati un afro-synth-punk dirompente, urbano e cosmopolita, può sembrare che le nuove tracce siano semplicemente deboli. Non è così. Sbalordiscono meno, è vero, ma premiano i riascolti.

La title track, a dirla tutta, non fa pensare a chissà quale cambio di rotta. Posta in apertura del disco, è anche il singolo di lancio e – fin dagli strepiti mondialisti in castigliano – rimanda al mood febbrile consueto per la band. La vena contestataria, in effetti, è rimasta una costante: è ben evidente anche in “Nightsiren”, invettiva antifascista nella quale emerge anche l’umore claustrofobico presente pure in altri brani. In qualche episodio, l’inquietudine prende una piega grandiosa e un po’ radioheadiana: saranno le armonie ambigue, ma sia le voci di sfondo di “Ghosts On The Run” che le stagnazioni elettroniche di “For Real” hanno l’aria enigmatica e avvolgente che da “Kid A” in poi ha marcato lo stile di Yorke & soci. Altrove, è invece l’elemento ossessivo a prevalere. Si vedano la nenia stordente “Ghosts On The Run” o il del tutto imprevisto boogie-kraut (!) di “Sunset Flip”.

Su disco, i nuovi pezzi si svelano man mano e seducono con le loro atmosfere ombrose. Dal vivo, c’è però da scommettere che molti di loro si reinventino in una chiave diretta, investendo su groove e melodie e trasformandosi in efficacissimi schiacciasassi. Il drumming di Betts sa unire magistralmente convulsione e four-to-the-floor, e tra synth profondi e sassofoni baritoni la selva di sub-bass può facilmente farsi fitta e ipnotizzante. C’è solo da augurarsi di poterlo verificare a breve.

05/04/2022

Tracklist

  1. 1. Pray For Me I Don't Fit In
  2. 2. Boots Of Leather
  3. 3. For Real
  4. 4. Nightsiren
  5. 5. All We Have
  6. 6. Fun Fun Fun
  7. 7. Balance
  8. 8. Sunset Flip
  9. 9. Ghosts On The Run
  10. 10. I Got Time

MELT YOURSELF DOWN sul web