Pan American

The Patience Fader

2022 (Kranky) | neo-folk, slowcore, ambient

A tre anni da “A Son” (Kranky, 2019) ritorna il progetto solista di Mike Nelson, mente dei Labradford, che avevamo già pregustato alla fine dello scorso anno durante il festival Le Guess Who? 2021 di Utrecht. Il nuovo lavoro, concepito e realizzato nei mesi più critici della pandemia, si muove attraverso la chitarra in territori meno rarefatti e ambient rispetto all’emblematico “Quiet City” (Kranky, 2004), progetto audiovisivo in cd e Dvd che associava specularmente alla componente sonora del disco quella video. Da artista visivo, anche nel live olandese Nelson aveva presentato un set accompagnato dalle sue immagini di Chicago, la sua città, girate in costante movimento con una camera a mano, come è solito fare un filmmaker come Jem Cohen. Per Pan American le immagini scorrono quanto corrono i fraseggi, le prime come istantanee sporche e suggestive, i secondi come momenti di improvvisa nitidezza che si dispiegano tra passato e presente, entrambi insieme per far emergere la poesia delle piccole cose.

“The Patience Fader” è quieto come una meditazione, articolato come un pensiero ponderato, emozionato come qualcosa che non si provava da tempo, attento come un dialogo intimo tra persone che si amano. L’album si compone di tante istantanee tra neo-folk e slowcore che avvicinano lo stile di Nelson a quello di David Wingo, autore di diverse colonne sonore dei film di David Gordon Green.
Lo stile chitarristico del musicista è vicino anche a Ben Chasny/Six Organs of Admittance e William Tyler, a ridisegnare con la chitarra elettrica clean, più che con l’acustica o la parlour, le geometrie di un American songwriting moderno che non necessita di parole.
Tra la ricerca di una quiete estatica (“Swimming In A Western Hotel”, “The North Line”) e un lirismo struggente (“Outskirts, Dreamlit”) si insinuano echi di ambienti (“Corneil”, “Wooster, Ohio”) e suoni del mondo (“Baitshop”), crepe (“Memorizing, Memorizing”) o tracce di una narrazione epica (“Just A Story”) che lasciano la sensazione di un deja-vu (“Harmony Conversation”).

Chiude il cerchio “Grounded”, un saluto sospeso con l’armonica tra un “arrivederci” e un “addio”. La figura quieta di Nelson torna nella penombra dove era stata negli ultimi anni, dopo aver condiviso con l’ascoltatore 40 minuti di fulgente solitudine, senza sapere se e quando riapparirà.

(24/04/2022)

  • Tracklist
  1. Swimming in a Western Hotel

  2. Outskirts, Dreamlit

  3. Corniel
  4. The North Line
  5. Baitshop
  6. Harmony Conversion

  7. Memorizing, Memorizing

  8. Just a Story
  9. Nightwater

  10. Wooster, Ohio

  11. Almost Grown

  12. Grounded
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