SOHN - Trust

2022 (4ad)
electro-pop

Sembra che sia passata un’eternità dal primo album del musicista e produttore londinese SOHN. Otto anni in cui si è assistito a un lento declino dell’interesse critico verso linguaggi electro-soul e neo-pop, ragion d’essere della quasi totale indifferenza suscitata da “Trust”, terzo disco di Christopher Michael Taylor (vero nome dell’artista inglese).

A causa del forzato lockdown, i fan di James Blake e affini hanno in parte lasciato sogni e illusioni, affrancandosi dai velati accenni di realtà e urgenza che il revival post-punk sta catturando egregiamente, ma l’isolazionismo tecnologico resta una realtà da affrontare.

“Trust” è il tentativo, in parte riuscito, del musicista di rompere l’invisibile cupola del nichilismo art-pop. Concepito durante il trasferimento da Los Angeles alla Spagna (prima ancora Christopher ha vissuto per molti anni a Vienna) e con l’artista alle prese con l’impegnativo ruolo di padre di tre bambini, il terzo album di SOHN è anche il primo ad avvalersi di collaboratori esterni.

Disco decisamente più introspettivo rispetto al passato, “Trust” si adagia su ballate notturne rischiarate dalla luce dei neon e da inserti chitarristici e pianistici. Più cantautore che alchimista sonoro, SOHN puntella la sequenza dell’album con aperture soul-pop decisamente d’effetto: il greve suono delle drum machine della suggestiva ”Antigravity”, ingannevoli cascate di percussioni e groove che mirano a una straziante epica lirica in “M.I.A.” e una riuscita rentrée nei meandri pop con l’efficace mix tra Massive Attack e Bon Iver di “Segre”.

A scandire la nuova linea creativa sono le pagine più riflessive, come la soave “Figureskating, Neusiedlersee”, ballata electro-noir alla Blue Nile tinta di jazz-pop, o l’avvolgente “Riverbank”, intensamente poetica alla Hozier e sorretta da delicatezze acustiche di pregevole fattura.

Era già evidente in “Tremors” l’alternanza di luci e ombre, di messe a fuoco e di pause, nel caso di “Trust” questa dicotomia non sempre funziona, creando spazi emotivamente incerti (“I Won’t”, Montardit”).

Dopo il mezzo passo falso di “Rennen”, il nuovo disco di Sohn resta comunque un deciso risveglio creativo. Un progetto che offre affascinanti e discreti numeri electro-soul (“Life Behind Glass” e “Truce”) e un paio di strazianti e oscure melodie (“Station” e “Basis”) che aprono nuovi fronti per il musicista inglese, lasciando una piacevole sensazione di attesa per il prossimo capitolo discografico.

03/05/2023

Tracklist

  1. 1. Start
  2. 2. Antigravity
  3. 3. Figureskating, Neusiedlersee
  4. 4. M.I.A.
  5. 5. I Won't
  6. 6. Riverbank
  7. 7. Life Behind Glass
  8. 8. Truce
  9. 9. Montardit
  10. 10. Segre
  11. 11. Station
  12. 12. Basis
  13. 13. Caravel