Whitney

Spark

2022 (Secretly Canadian) | pop, soft-rock

Dopo un album di cover version, i Whitney pubblicano l’atteso seguito di “Forever Turned Around”, dodici inediti che provano a recuperare l’inaspettato successo dell’esordio targato 2016 “Light Upon The Lake”, un disco che beneficiava della spontaneità e dell’urgenza emotiva di accattivanti canzoni da custodire nella memoria.
Il soft-rock - o se preferite easy listening - è materia difficile da modellare sempre con eguale candore e potenza, uno stile ricco di cliché e stereotipi difficili da arginare con il semplice ausilio delle doti artistiche e delle manifeste buone intenzioni. I Whitney hanno ceduto le armi ben presto: nel tentativo di celebrare le improvvise fortune, Julien Ehrlich e Max Kakacek si sono lasciati persuadere dall’edonismo del mainstream, affidandosi a deboli repliche degli esordi, adornate di piacevoli arrangiamenti, per poi incagliarsi nel difficile gioco delle cover version con l’album “Candid”.

Non inganni il fulgore quasi techno dell’immagine di copertina, puntellato dal brio elettro-pop del primo singolo “Real Love”: sono in verità poche le novità di “Spark”, e non tutte messe ben a fuoco. Il passo ritmico più sostenuto e quasi dance di “Memory”, la fulgida melodia di “Twirl”, alcune intuizioni in fase d’arrangiamento (“Self”) non sono sufficienti a giustificare il cambio di marcia della band.
La nebbia psichedelica che avvolgeva le vecchie canzoni ha lasciato il campo a venti gelidi, il suono della slide guitar è stato scalzato da loop ritmici, groove di basso, suoni computerizzati che solo sulla carta appaiono audaci e impertinenti (“Never Crossed My Mind”). Per una band che ha sempre citato Levon Helm tra le fonti d’ispirazione è dunque venuto il tempo di abbracciare la tentazione soul-pop stile Doobie Brothers (“Blue”, “Lost Control”), con tutti i rischi annessi e connessi (“Back Then”).

 

Le pur esigue scintille del nuovo album dei Whitney sono comunque sufficienti per poter ricostruire un rapporto di simpatia con il duo americano, anche se sarà difficile in futuro accontentarsi di quei pochi sprazzi delle glorie passate (“Terminal”, “Heart Will Beat”) per ricondurre la sua musica in cima alle nostre personali playlist.

(19/09/2022)

  • Tracklist
  1. Nothing Remains
  2. Back Then
  3. Blue
  4. Twirl
  5. Real Love
  6. Memory
  7. Self
  8. Never Crossed My Mind
  9. Terminal
  10. Heart Will Beat
  11. Lost Control
  12. County Lines






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