Zeal And Ardor

Zeal And Ardor

2022 (MVKA Music) | spirituals, black metal

Complice la pandemia, sono passati ben quattro anni dall'ultimo disco degli svizzeri Zeal And Ardor. In questi anni di pausa più o meno forzata, con un’attività live ridotta al lumicino, la band di Manuel Gagneux non è rimasta con le mani in mano ma ha pubblicato un Ep, “Wake Of A Nation” (2020), nato sull’onda della rabbia provocata dalla morte di George Floyd con cui ha abbracciato coraggiosamente e senza remore la causa del movimento Black Lives Matter.

Dopo questa parentesi, è la volta del nuovo “Zeal And Ardor", stranamente intitolato come il loro misconosciuto e introvabile Lp d'esordio del 2014. Di certo, ci troviamo di fronte l’opera meglio prodotta sinora dalla band.
“Zeal And Ardor” continua sul consueto percorso tra black metal e canto spiritual, accentuando complessità e aggressività. Dopo la breve ma possente title track, si arriva a una serie di brani violenti e frenetici come “Run”, un'invettiva antireligiosa con testi blasfemi molto diretti. Altri episodi decisamente heavy sono “Feed The Machine”, “I Caught You” e “Götterdämmerung”, che portano all’estremo lo screaming di Gagneux con riff di chitarra rapidi e taglienti. Ma la band sa anche cambiare registro con “Golden Liar” spingendosi sino al confine della ballata folk in stile Leonard Cohen con atmosfere western.

Non manca quasi mai la classica struttura di canto con risposta del coro tipica degli spiritual, che stavolta trova il suo apice in quello che è probabilmente il brano che rimarrà maggiormente nella memoria, “Church Burns”, dove le chiese che bruciano sono quelle degli oppressori degli schiavi neri, siano essi gli autori degli spiritual e dei canti gospel delle origini o quelli moderni, come il povero George Floyd.
Infine, ci sono da segnalare alcuni tentativi di commistioni anomale, come “Emersion”, bizzarro insieme di elettronica, chitarre persino shoegaze e canto scream, o il finale puramente elettronico, quasi vicino ai Mogwai, di “A-H-L-I”, coraggioso da inserire in coda, tanto da far presagire un possibile nuovo futuro nelle coordinate della band di Manuel Gagneux.

Nel complesso un buon disco, probabilmente il loro migliore, forse troppo spezzettato nei suoi quattordici brani. L'impressione però è la stessa avuta nei lavori precedenti, ossia l'assenza di un grande brano, l'autentico capolavoro che rappresenti il vero salto in avanti di una band che resta comunque una delle più originali degli ultimi anni.

(17/02/2022)

  • Tracklist
  1. Zeal & Ardor
  2. Run
  3. Death To The Holy
  4. Emersion
  5. Golden Liar
  6. Erase
  7. Bow
  8. Feed the Machine
  9. I Caught You
  10. Church Burns
  11. Götterdämmerung
  12. Hold Your Head Low
  13. J-M-B
  14. A-H-I-L




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