Amalfitano

Tienimi la mano, Diva!

2024 (Logo Records)
alt-pop, songwriter

Mi sento il blues
così non muoio più

Il percorso di un artista è ricco di deviazioni, battute d’arresto e angoli stretti. Quello di Gabriele Mencacci, in arte Amalfitano, è da sempre un terreno scosceso. Dopo l’esordio con il gruppo indie-folk Joe Victor e il successo sulla scena romana, inizia la sua carriera da solista poco prima della pandemia e affonda in un buio sfortunato. A distanza di quattro anni, pubblica il suo nuovo progetto, composto da otto brani, prodotto da Francesco Bianconi e Ivan A Rossi per l’etichetta Logo Records.

“Tienimi la mano, Diva!” si apre con  il brano “Fosforo”, una ballata indie nella quale le sonorità American folk si miscelano perfettamente a un crescendo di violini ispirato al Maestro Battiato. Il testo è un potente inno alla fragilità della bellezza, ci ricorda il delirio mistico, Dioniso, il Dio dell’estasi e dell’ebbrezza. La voce di Francesco Bianconi accompagna egregiamente le tonalità di Amalfitano, valorizzandolo anziché sovrastarlo, e lasciando dei vuoti giusti. Dei vuoti da arredare.

Mi hai portato a vivere nel centro
di una Roma stanca

Il leader dei Baustelle firma anche il featuring nel brano “Tenerezza”, dove l’apertura di una base elettronica in quattro tempi, quasi un ricordo sbiadito, con evidenti ombre anni 70, si scontra con un reef che catapulta l’ascoltatore in tutt’altra altalena stilistica ed emotiva.
L’album prosegue con “Francesca Bianchi”, che secondo l’artista stesso “accenna a quello che oggi si chiama poliamore e una volta si chiamava orgia”; un brano dedicato al superamento del proprio io individuale con l’aiuto di divertite basi funk. Seguono “Cafona” e “Lisbona “, canzoni-racconto delle esperienze dell’autore, dei risvegli con il mal di testa, nelle quali la sua voce graffiata emerge solo a tratti, tra un insieme di archi e cori sapientemente arrangiati.

“Tienimi la mano, Diva!” è un album nato dall’inferno, dal buio del lockdown, dalla fine del vicolo cieco, ma pur scaturendo dal punto più basso della sinusoide emotiva, ricorda una giostra sonora, con il suo alternarsi di elementi funk e sperimentali che consentono all’artista romano di dilettarsi in arresti e ripartenze. Malgrado gli angoli bui incontrati lungo il percorso, malgrado i cambiamenti e il proprio io, Gabriele Amalfitano ha il dono indefesso di riuscire a cantare ciò che gli piace. Sempre.

 

20/04/2024

Tracklist

  1. Fosforo (feat. Francesco Bianconi)
  2. Quanto dolore ci servirà per smettere d'Amare?
  3. Tenerezza (feat. Francesco Bianconi)
  4. Francesca Bianchi
  5. E...ancora tu!
  6. Cafona
  7. Lisbona
  8. Faccia di caffè




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