Black Decelerant

Reflections Vol. 2: Black Decelerant

2024 (RVNG)
ambient-jazz, progressive-electronica

La lentezza come opposto della fretta, non soltanto sotto un profilo semantico ma come polo speculare, pensiero cardine che reclama a sé un intero sistema di idee. La lentezza come tesoro da riscoprire, viaggio in piena contestazione ai dettami dell'accelerazionismo, la meta attraverso cui riprendere contatto col riposo e l'oblio, il lutto, il disegno stesso che soggiace ai nostri limiti e aspirazioni. La lentezza come proclama politico, un manifesto con cui sovvertire il concetto di movimento, la smania insensata che tutto aggredisce e consuma. Come secondo capitolo della sua serie "Reflections", dedicata a favorire la collaborazione tra musicisti contemporanei, la RVNG va dritta alle propaggini più ribelli dell'ambient music, giocando con le aspettative e i preconcetti che questa si porta dietro.
I suoi interpreti? Da un lato troviamo Khari Lucas, meglio noto come Contour, musicista e produttore neo-soul, recentemente apprezzato anche in "Gentle Confrontation" di Loraine James. Dall'altro abbiamo invece Omari Jazz, più vicino all'universo hip-hop ma con una solida formazione elettronica di base. Se il secondo era già comparso nell'ultimo album solista del primo, è solo adesso che il piacere creativo trova una sponda concreta, nella forma del progetto Black Decelerant. Figlio della passione reciproca per l'improvvisazione jazz, ma allo stesso tempo cornice di un quadro sonoro ben più articolato, il primo prodotto della coppia viaggia sulle ali di una profonda riflessività, sostenuta da un quieto ribaltamento di prospettiva che ne abbraccia totalmente la realizzazione.

Con una sola breve parentesi vocale a dotare l'intero disco di un chiaro appiglio concettuale, nonché ribadire la prospettiva fieramente afro-americana del progetto, l'album non esplicita mai la sua natura politica attraverso le scelte sonore o particolari svolte tessiturali, è piuttosto esso stesso, la sua stessa concezione, a rappresentare la protesta, a evidenziare il moto controcorrente nel sistema in cui si inserisce. E se questo passa anche dallo scompaginare l'ordine numerico dei brani in scaletta, ben venga: non sarà questo attimo di sorpresa a frenare il carattere immersivo di un'esperienza che si sviluppa come i più estatici Stars Of The Lid ma intercetta la profonda spiritualità di Don Cherry e il senso del mistero di Laraaji.
La quiete regna sovrana, smossa quel quanto che basta a non avvertire mai alcun senso di piattezza. L'istinto deve prevalere, il suo intervento tracciare nuove coordinate: su rade mareggiate droniche una chitarra accenna in "Three" sinuosi contributi melodici, appena increspati da lievi folate di vento, mentre la successiva "One" tocca la densità vorticosa di Beautiful Schizophonic mettendo al centro del suo universo un commento lirico di pianoforte. Nessuna velocità, nessun senso di urgenza, tutto evolve secondo un ordine interiore, i cambi vengono gestiti smussando gli impatti, mantenendo comunque intatta la natura fantasmatica, il potere evocativo dei brani.

Più che nel riempire gli spazi, la decelerazione di Lucas e Jazz si concentra sulle assenze, viaggia su quella sottile striscia che intercetta il vuoto, individuando una bellezza ritemprante. Si sprigiona così il vero potere creativo del duo, esploratore rispettoso del cosmo (i synth vagabondi di "Six", appena frastagliati da intermittenze esterne), capace di esprimere la più sincera commozione ("Two", scintillante bozzetto jazz in cui la tromba di Jawaad Taylor degli Shape Of Broad Minds fluttua calorosa), altrove prono a spingere fuori il suo lato più meditativo (le tessiture acquatiche di "Five").
Nella ricca varietà di soluzioni messe in campo, l'arte dei Black Decelerant mostra insomma i suoi intenti abbracciando l'indefinito, trovando dentro di sé una forza recondita che oppone resistenza alle pressioni esterne in maniera apparentemente controintuitiva, invece del tutto logica. Permeabile ma mai arrendevole, una simile serenità può opporsi anche al più formidabile nemico.

02/07/2024

Tracklist

  1. Three
  2. One
  3. Six
  4. Seven ½
  5. Two
  6. Five
  7. Nine
  8. Eight
  9. Four
  10. Ten (bonus track)




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