È sempre più evidente che i panni di popstar stavano stretti all’ex-frontman dei Wild Beasts. Nell’arco di due album, Hayden Thorpe ha abdicato alla sensualità art-pop per una visione più pragmatica e interiore. E “Ness” è il definitivo passo del musicista verso una forma d’arte più complessa e articolata: è infatti difficile estrapolare le canzoni dal contesto culturale che le ha generate.
Alla base del progetto ci sono gli scritti di Robert Macfarlane su Orford Ness, un ex-sito di test nucleari sulla costa del Suffolk; un adattamento che Thorpe ha realizzato con il consenso e il supporto dello scrittore inglese. Non è il primo musicista che si cimenta con queste potenti suggestioni letterarie e geografiche del famoso autore britannico, ma il merito di Hayden Thorpe è quello di aver optato per una musicalità descrittiva, al punto che l’album funge da potenziale colonna sonora per un immaginario film su Orford Ness.
I tempi di realizzazione si sono enormemente allungati (da un mese a ben undici mesi) e il perfezionismo del musicista ha prevalso sui dettami imposti dal mercato. Ostinato e deciso nel mettere a frutto quanto offerto dalla moderna tecnologia, Thorpe ha dato libero sfogo all’ambizione, mettendo a punto un’opera decisamente coraggiosa e originale.
Questo viaggio nelle desertiche terre di Orford Ness ha permesso all’ex-Wild Beasts di poter omaggiare Ennio Morricone ed è nel presunto parallelismo tra il selvaggio West e la natura contaminata di Ness che trova origine la natura contemplativa del disco più difficile del musicista inglese. In questo avventuroso percorso, Thorpe rinnova le suggestioni avantgarde dei Talk Talk (“WTF Is That?”), pesca a piene mani nella tradizione goth-folk (“As”) e ridesta nelle sue esternazioni più simili alla forma canzone un’inquietudine non del tutto peculiare della musica pop (“Merman”, “It”, “She”).
È un racconto ricco di sfumature e dettagli, quello di “Ness”. Le ingannevoli atmosfere fiabesche di “In The Green Chapel”, il vibrante midtempo art-folk di “They”, i toni melodrammatici di “V.” non sono semplici esercizi di stile, ma intense e calibrate riflessioni sulla sofferenza che le guerre impongono non solo agli uomini ma anche alla Terra.
Ai 98 secondi di “Song Of The Bomb” (parole che ben presto ritornano nella più lunga e accattivante “V”) è affidata la ragion d’essere di un album musicalmente imponente, nel quale Hayden Thorpe ha coinvolto due musicisti importanti come Jack McNeill dei Propellor, per i preziosi arrangiamenti orchestrali, e la poliedrica musicista Kerry Andrew (a qualcuno nota per i dischi sotto il nome di You Are Wolf) per le armonie vocali.
“Ness” è un album che necessita di più piani di lettura, un felice connubio tra musica e letteratura, ma soprattutto una delle proposte più originali dell’anno.
18/10/2024