Lenny Kravitz

Blue Electric Light

2024 (Roxie)
rock, funk

A guardarlo nel videoclip di “TK421”, Lenny Kravitz sembra aver fermato ancor di più il tempo rispetto ai suoi standard passati. Le immagini mentre si specchia e salta sul letto come un ragazzino, spostando da una gamba all’altra l’asciugamano bianco, hanno mandato in visibilio mezzo mondo. “Quanti anni ha?”, “E’ possibile che sia tutto vero e non abbiano ritoccato nulla?”, “Come fa a mantenersi così?”. Ecco alcune delle domande spuntate come funghi sui social poco dopo l’uscita del video.

Tuttavia, se la natura ha deciso di premiare il caro Lenny, dall’altro lato bisogna fare i conti con le canzoni, che, al contrario degli addominali scolpiti del musicista newyorkese, non se la passano poi tanto bene. A cominciare dalla suddetta “TK421”, che appare come l’ennesima copia di “Supersoulfighter”, annacquata qui e là con qualche passaggio meno orientato alla blaxploitation. Il primo singolo dell’album è la seconda canzone di “Blue Electric Light”, dodicesimo disco di una carriera fiammante nei primi anni e in coda onestissima, al di là di qualche prevedibile passaggio a vuoto lungo il cammino.

La nuova uscita del chitarrista ex-playboy (in un’intervista Kravitz ha dichiarato di essere “casto e single da nove anni”) frulla un po’ tutte le soluzioni adottate in passato, tra giretti blues, riff piacioni e le immancabili aperture melodiche ultra-sdolcinate che animano i ritornelli. Un esempio? "It’s Just Another Fine Day (In This Universe Of Love)" condensa momenti che evocano "Let Love Rule" e parti che ricordano un altro cavallo di battaglia by Lenny: "Stillness Of Heart". Molto meglio, quindi, le fermate soulful come “Honey” e “Stuck In The Middle” o le potenziali hit synth-funk alla Prince come “Let It Ride”.
Al contrario, ci sono pochi guizzi nei frangenti rock'n'roll in ascensione orchestrale, ormai triti e ritriti da Kravitz nel suo campionario, come testimonia “Paralyzed”. L’album si chiude infine con la title track, una ballata rock molto eighties che non sfigurerebbe nell’ennesima serie Netflix ambientata in qualche college statunitense dell’epoca.

“Blue Electric Light” ha in definitiva meno coraggio e profondità di episodi più recenti della discografia di Lenny Kravitz, come il sottovalutato “Black And White America”. Un disco che, dunque, scorre senza fronzoli, con pochissime luci, ma che conserva più o meno intatto quel calore rock, soul e funk da sempre prerogativa del polistrumentista originario delle Bahamas.

07/06/2024

Tracklist

  1. It’s Just Another Fine Day (In This Universe of Love)
  2. TK421
  3. Honey
  4. Paralyzed
  5. Human
  6. Let It Ride
  7. Stuck in the Middle
  8. Bundle of Joy
  9. Love Is My Religion
  10. Heaven
  11. Spirit in My Heart
  12. Blue Electric Light




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