Rose Villain

Radio Sakura

2024 (Warner)
pop, pop-rap

Potrei fare come Kurt e spararmi in bocca
Ma sporcherei casa e l'ho appena dipinta
Se vado a duecento bendata, magari poi resto paralizzata
Da "Radio Gotham" (2023) le cose sono molto cambiate per Rose Villain: passata da Sanremo 2023 come ospite di Rosa Chemical, in affinità cromatica, e dal Concerto del Primo Maggio, ha anche presidiato l'estate collaborando con Achille Lauro nella hit triplo platino "Fragole"; passata alla Warner Italia, è tornata a Sanremo nel 2024, ha condotto anche il "Gialappa's Show" ed è una delle tre presentatrici del talent show a tema rap di Netflix, "Nuova scena". La pubblicazione del suo secondo album, "Radio Sakura", è quindi accolta come la possibile consacrazione nel mainstream, passaggio che è sempre più difficile rimandare visto che la titolare va ormai per i 35 anni.

Se l'esordio riusciva, pur con dei limiti, a definire un immaginario gotico-cinematografico-fumettistico in cui muoversi, questo seguito appare molto più confuso, incapace di mantenere una qualche narrazione orizzontale che invece sarebbe stata preziosamente distintiva. In altre parole, il tema giapponese suggerito da titolo e artwork si va a benedire quasi subito.
"Hattori Hanzo", con un'affilata strofa rap di Madame e archi nell'arrangiamento, delinea un mood sofferto e un testo, stranamente, tardo-adolescenziale: è solo una delle apparenti contraddizioni di un album che non sembra corrispondere al profilo anagrafico della persona che lo firma.
Rose Villain, divisa tra canto e rap come già ascoltato su quella chimera un po' confusa che è il brano sanremese "Click Boom!", cerca di spaziare, probabilmente oltre il proprio talento: il pop-punk pallido di "Stan" (con un Ernia che quasi risolleva il tutto dopo il cambio di beat) sembra una bozza incompleta, mancante di un ritornello efficace, che nulla c'azzecca con la pop-trap di "Huh?" e il pop-rap malinconico di "Graffiti" (con Bresh) o con il pop-punk-rock da teenager con la chitarra elettrica di "Il mio funerale", roba che i La Sad o Achille Lauro risultano meno pretestuosi nelle loro pose ribelli.

Il fondo lo si tocca quando si parla con disarmante superficialità di progetti suicidi in "Brutti pensieri", aiutata a galleggiare dalla collaborazione di thasup. Neanche l'interpolazione con "Tainted Love" dei Soft Cell in "Io, me ed altri guai", testimonianza dell'alto budget, supera il livello della curiosità.
Eppure Rose Villain sa anche intonare una ballata come "Trasparente", peccato sia arrangiata con un coro che ricorda troppo da vicino i bambini di Mr. Rain e sia devastata da un testo che, spingendo sul drammatico, sfora nel patetico.

Alla fine della giostra spicca il singolo latin-pop pronto per l'estate "Come un tuono" (con Guè), più per quanto è appiccicoso e per il suo rimando a "Chico" (2020) che i due hanno già trasformato in una hit da quattro dischi di platino.
Impensabile che la conclusiva "Milano almeno tu" possa affiancarsi alle altre dediche alla città, non diciamo la "Milano" di Lucio Dalla ma neanche la "Tana 2000" dei Club Dogo, nonostante sia il brano che forse individua il miglior compromesso per una Rose Villain che voglia dominare il mainstream: una ballata pop con dosi modeste di rap e tanto cuore, abbastanza da perdonare le ennesime banalità del testo, che si riscatta solo con una frase in dialetto meneghino presa in prestito dalla nonna, recentemente morta.

Per un attimo, dietro alle varie maschere da popstar, rapper, rocker, hit-maker e presentatrice si scorge, forse, l'identità di Rose Villain: è un contentino alla fine di un album che, per essere troppo ambizioso, finisce per risultare confuso, incoerente e troppo spesso banale. Giriamo la manopola e cambiamo stazione.

24/03/2024

Tracklist

  1. Hattori Hanzo (feat. Madame)
  2. Click boom!
  3. Stan (feat. Ernia)
  4. Huh?
  5. Graffiti (feat. Bresh)
  6. Il mio funerale
  7. Brutti pensieri (feat. thasup)
  8. Hai mai visto piangere un cowboy?
  9. Trasparente
  10. Come un tuono (feat. Guè)
  11. Io, me ed altri guai
  12. Milano almeno tu


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