Ukulele, chitarra e pianoforte sono gli strumenti con cui Altea cuce, perlopiù come una sarta d’altri tempi, le sue canzoni. Sette, per l’esattezza, sono quelle contenute in “Nessuna”, Ep che la cantautrice salentina pubblica dopo un periodo abbastanza lungo come anima e voce del collettivo partenopeo Thru Collected.
I riferimenti dichiarati in sede di presentazione sono Mika Levi, Tirzah, Coby Sey, Thom Yorke e Burial. Un bel mischione, a dirla tutta. Ed è un infatti una macedonia di trovate elettroniche, inserti folktronici e cambi di ritmo talvolta imprevedibili l’unica metafora possibile per restituire fin da subito una definizione quantomeno fedele alla musica di Altea.
Si prenda da esempio la coda che inscena una sorta di morbido atterraggio ambient in “Accompagnamento”, ballata sospesa tra partiture vagamente break-beat e stop&go alla Lopatin che sono da sempre anche il marchio di fabbrica del gruppo d’origine di Altea. Oppure la frenesia in scia Red Snapper o Squarepusher, a voi la scelta, che pervade in “Alto il mento”, necessaria per sollevare dal suolo le paure segnalate da un testo che esplica a chiare lettere le complicazioni di un sentimento interrotto. Di tutt’altra pasta è invece la pianistica “Nuvole”, con i suoi echi frastagliati e appena percettibili, e un’imprendibilità (ci risiamo!) che fa il pari con la forma delle nuvole (de)cantata dalla stessa Altea.
In questo dolce ribollire di soluzioni elettriche, battiti dubstep e improvvise accelerazioni, le canzoni di “Nessuna” esaltano l’animo inquieto di una giovane visionaria in preda a demoni, lacrime e una voglia assurda di fuggire via, il più lontano possibile, magari su un anello di Nettuno o su un lato del Sole, come evidenzia il carillon di “Vertigine”, un momento lo-fi la cui base ricorda la migliore Colleen (mica poco!).
“Nessuna” è una prova di autonomia totale e cela molto probabilmente anche il tentativo di smarcarsi da un macrocosmo cantautorale talvolta fin troppo affollato di uscite fotocopia. Per farlo egregiamente e senza alcuna spocchia, Altea ha comunque dalla sua una smania innata nel sapersi distinguere dalla massa senza far rumore, muovendosi in punta di piedi nel silenzio di una stanza o sul palco di un club frequentato da pochi fortunati. La sua è un’inclinazione rapace e a suo modo decisamente preziosa, che dovrebbe portarla lontano. Almeno sulla carta e in un mondo ideale.
07/01/2026