Blood Orange - Essex Honey

2025 (Domino/Rca)
alt-soul, ambient-pop

Una casa pregna di ricordi, le mura ingiallite dal tempo, il pavimento che scricchiola sotto la moquette, i cimeli famigliari sulla mensola in salotto come unico testamento di un passato remoto che non esiste più. Dopo vent'anni a zonzo per il mondo nelle vesti più improbabili, l'introverso Devonté Hynes è dovuto tornare a casa nell'Essex, per accudire la madre negli ultimi mesi di vita e prepararsi ad affrontare l'inevitabile rito di passaggio generazionale. Un periodo fatto di silenzi discografici e riflessioni personali, immerso in un paesaggio di periferia estremamente familiare eppure alieno, vissuto con la sensazione di essere al contempo a casa eppure lontano oltre la grazia di Dio, sradicato dal proprio passato e al contempo incerto su cosa sarà del suo futuro, al netto di ogni riconoscimento in carriera. È qui che "Essex Honey", quinto album ufficiale sotto l'egida di Blood Orange, si stende alle nostre orecchie come un collage di pensieri sparsi, un diario di polaroid sbiadite dal tempo, musicate appena con tocchi di tastiera, drum machine, piano e l'amato violoncello, studiato in gioventù tra una partita di calcetto e un giro sullo skateboard.

Non è dunque facile addentrarsi nel lavoro a colpo sicuro, manca quel baricentro melodico che venava d'acciaio l'eccellente triade newyorkese "Coastal Grooves", "Cupid Deluxe" e "Freetown Sound"; al suo posto, si erge una serie di liberi assemblaggi, nei quali l'ispirazione prende il sopravvento sulla forma. Si prenda "Mind Loaded", umbratile preghiera nella quale brevi idee vocali di Mustafa, Lorde e Caroline Polachek si susseguono come dialoghi fantasma. Ma è l'altrettanto complessa struttura di "The Field" a infilare il momento collaborativo più bello, tramite interpolazioni di Durutti Column con le voci di Tariq Al-Sabir, Daniel Caesar e ancora Polachek. Trattasi di brani toccanti ma sfuggenti nell'istante dell'ascolto, meglio apprezzabili nel quadro narrativo generale, perché se c'è una cosa che funziona, su "Essex Honey", è proprio l'umore: muto e vagamente oscuro, soffice al tatto ma difficile da trattenere tra le dita, esattamente come l'immagine di una madre scomparsa troppo presto.
Una mestizia da tardi Talk Talk anima "Vivid Light", mentre scorrono dal finestrino le immagini di una natìa periferia mai appartenuta, come "Countryside", "The Train (Kings Cross)" e ovviamente "The Last Of England". Stupisce in tal contesto il ruvido r&b di "Life", che non a caso ospita Tirzah e Charlotte Dos Santos, ma è "Scared Of It", stravolgimento di un vecchio brano di Ben Watt pre-Everything But The Girl, a mostrare le mai sopite coordinate wave dell'autore.

Certo, nella sua innata delicatezza, un brano come "Look At You" non può non commuovere, ancor più toccante la successiva "Thinking Clean", striata di jazz e pungenti ricordi adolescenziali prima di sollevarsi su un'estatica coda ritmica. La riprova che Blood Orange, negli ultimi anni in particolare, non è più un artista per tutti né tantomeno da tutti i giorni, anzi, la sua penna s'è fatta più sfilacciata e incomunicabile che mai, lontana dai caroselli della canzone popolare oltre lo strettamente necessario - ultimamente lavorava solo su colonne sonore (ha musicato, tra gli altri, il film di culto "Queen & Slim", ma anche la mini-serie Hbo "We Are Who We Are", diretta da Guadagnino).
Sopra un terso tappeto ambient di piano e organo, Dev confessa: "I Can Go", un modo per chiudere il proprio album quasi scusandosi per aver esposto l'ascoltatore a un rito la cui intimità è difficilmente traducibile oltre lo strettamente personale. Eppure è qui che la sua musica acquista potere, ovvero esorcizzando dubbi e demoni come schizzi di tempera su tela bianca, talvolta perdendo i contorni del disegno, salvo poi osservare il quadro completo e rendersi conto di aver catturato esattamente le sensazioni più difficili e disordinate.

10/09/2025

Tracklist

  1. Look At You
  2. Thinking Clean
  3. Somewhere In Between
  4. The Field feat. The Durutti Column, Tariq Al-Sabir, Daniel Caesar, Caroline Polachek
  5. Mind Loaded feat. Caroline Polachek, Lorde, Mustafa
  6. Vivid Light
  7. Countryside feat. Eva Tolkin, Liam Benzvi, Ian Isiah
  8. The Last Of England
  9. Life feat. Tirzah, Charlotte Dos Santos
  10. Westenberg feat. Eva Tolkin, Liam Benzvi
  11. The Train (King's Cross) feat. Caroline Polachek
  12. Scared Of It feat. Brendan Yates, Ben Watt
  13. I Listened (Every Night)
  14. I Can Go feat. Mabe Fratti, Mustafa




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