A ogni modo, anche in simili condizioni Mozzhukhin trova il modo di risultare significativo, per esempio con “M”, un brano in cui mette sotto i riflettori la fragilità degli uomini, cosa niente affatto scontata viste le tendenze machiste delle autorità e della relativa propaganda nella Russia di Putin. Non a caso, è la canzone più streamata di questo loro nuovo album:
Gli uomini tendono a fingere che non gli faccia male niente,perché anche i più forti e coraggiosi, i più uomini, hanno paura dell’odore dell’ospedale,e dopo qualche malattia, gli uomini si seppelliscono a vicenda,c’era un uomo e non c’è più, nel campo resta solo un ritratto.Gli uomini non diranno di credere in Dio, in generale parlano poco,e ascoltano canzoni sulla prigione, chissà cosa gli passa per la testa?Chi andrà a frugare nell’anima degli uomini? Loro di solito semplicemente “esistono”
Il risultato è un grigiore costante, che avvolge l’intera scaletta, più di quanto fosse mai accaduto in passato – e chi può biasimarli? La voce del leader, con il suo stile narrativo a metà fra canto e flusso di coscienza, rimane ovviamente centrale e rappresenta il loro punto di forza e di maggiore originalità, portando alta la bandiera dei grandi bardi del rock russo, da Viktor Tsoi e Boris Grebenshikov in poi.
28/12/2025