Fondata nel 2016 a Byblos, in Libano, la Feedasoul non è che una delle tante etichette indipendenti sparse per la Rete, un collettivo internazionale tenuto in piedi grazie alla passione dei suoi partecipanti, al netto di ogni riscontro mediatico o monetario. Eppure, è proprio in queste retrovie meno battute che la musica house trova ossigeno, spesso facendosi le ossa tramite serate carbonare e specificità culturali, prima che il mainstream ne sintetizzi – e talvolta vampirizzi – gli umori.
Fare una panoramica completa del catalogo non è cosa facile, vista la varietà di uscite rilasciate sin’ora, principalmente in formato Ep, ma possiamo grosso modo inquadrarne l’operato tra la vecchia guardia di Chicago e Detroit con le tendenze jazz-dance europee e un notevole afrocentrismo nell’uso delle percussioni – giusto poche settimane fa, sotto questo stesso portale, era stato pubblicato il debutto del sudafricano KaySoul, purtroppo non presente in scaletta. Ma “09 Years Of Feedasoul” funziona anche in virtù di tali scelte: una mappa eterogenea quanto estemporanea, il movimentato prodotto di un’etichetta ancora in espansione.
Si parte al volo con la mano fatata di Yasin Hazim, dj parigino con origini in Marocco e Algeria, che con “Keep On” offre un raffinato ma vivace tocco jazz che sa proprio dell’era d’oro del french touch, e tacciamo dell’irresistibile percussionista Soul Groove da Northampton, che con “Southern Honey” offre la base più accattivante in scaletta, davvero impossibile tenere fermo il piede.
Sempre dalla Francia, stavolta da Nantes per la precisione, Shunt dedica “Chaussette” alla propria cagnolina, mentre da Beirut il dj Elio Abdo in arte Looswing offre intermezzi parlati e slanciati cori soulful con “A Word From Mr. Boo” – come non pensare a St Germain?
Con “One Step”, invece, il duo MarzAttack, composto dai fratelli parigini Alexandre e Mathieu, offre la divagazione più nervosa e moderna in scaletta, mentre dalla Corsica arriva Workerz con una “Movin’ On” tinteggiata da tocchi di piano elettrico e lascivi violini lounge.
Ma la palma per il momento più curioso in scaletta va a Fradji, sempre da Parigi, che con “Il Ritmo” instaura un ossessivo parlottare multilingue su base kraut–funk. In un attimo, siamo a fine ascolto, dapprima con le rifrazioni dream-acid di “Been A While”, a cura del duo Monokultur e Patch, poi di ritorno al quartier generale in Libano con 1connu e “Une conversation à poile”, brano che più di tutti richiama la house targata deep di Mr. Fingers e Ron Trent.
Avrebbero potuto aspettare un altro anno per celebrare un decennio tondo d’attività, facendo felici i completisti e tutti quegli ascoltatori affetti da disturbo ossessivo-compulsivo, ma anche queste scelte oblique fanno parte del modo di vivere e di pensare di un gruppo che si agita fuori dai soliti selciati. Non sarà dunque nata una nuova serie stile “Hit Mania Dance”, figuriamoci, ma sulla linea di altre etichette indipendenti, come Nyege Nyege, Posh Isolation, 100% Silk, Shall Not Fade e More Rice, l’operato raccolto da “09 Years Of Feedasoul” offre un viaggio house a tratti certo molto classico ma davvero piacevole e raffinato, per non dire galvanizzante in certi passaggi particolarmente spinti – come da titolo dell’intera operazione, è un ascolto che sfama l’anima.
01/09/2025