Joachim Badenhorst - Youran

2025 (Klein)
cold fusion, jazz, soundtrack

Il jazz, la musica minimalista e il mondo delle colonne sonore sono da almeno vent’anni la passione del musicista belga Joachim Badenhorst, che con il suo ultimo album, “Youran”, cerca ancora una volta di stupire l’ascoltatore/spettatore. L’idea del lavoro è nata dopo aver suonato due lunghissimi concerti in posti molto diversi: una ex-fabbrica e una chiesa medievale.

Il film, almeno in questo caso, è puramente immaginario. La scaletta dell’album è una miscela di frammenti melodici appena accennati, più ampi brani dal respiro cinematografico e ballate dall’inaspettato potenziale pop. Strumenti a fiato si amalgamano a tappeti intarsiati con percussioni, organo ed elettronica. Per l’occasione, Joachin ha suonato i suoi clarinetti e il sassofono tenore e ha anche cantato in un paio di occasioni. Tsubasa Hori si è occupata delle percussioni giapponesi. Simon Jermyn (Jim Black, Wood River) del basso e della chitarra elettrica. Alistar Payne (Am.OK, Sun-Mi Hong) della tromba. Nabou Claerhout (Muze Jazz Orchestra, N∆bou) del trombone. Hayo Boerema dell’organo. E il fidato collaboratore Rutger Zuydervelt, alias Machinefabriek, dell’elettronica.

Il disco si apre con “Amorphouse Membrane”, con il clarinetto del padrone di casa a svelare i titoli di testa. Sulla seguente “Pulverized Light” i timbri delle percussioni giapponesi cercano la profondità dello spazio, prima del pacato stordimento di una piccola sinfonia di deep listening music. Appena il tempo di calibrare le orecchie a tanta oscurità che il musicista belga cambia registro e mette in scena una ballata alla Penguin Café Orchestra, tanto sghemba quanto epidermica (“Rot”). Cifra stilistica che continua a caratterizzare il resto dell’album, tra cori appena accennati, accenti blues e uncini melodici (“Once Was” sembra una ballata degli Spiritualized cantata con lo stile di Daniel Norgren).

La presenza di Machinefabriek è funzionale al racconto: mai sopra le righe, al contrario, sempre “tra” le righe a tenere insieme i timbri degli altri strumenti.

Tracklist

  1. Amorphous Membranes
  2. Pulverized Light
  3. Live Up To The Weight
  4. Rot
  5. Mineral Rhythm
  6. Still, Not
  7. How To Hold
  8. Sea Lily
  9. Once Was
  10. Dissonant Sway Away
  11. But, Still

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