ROGER ENO - Without Wind, Without Air

2025 (Deutsche grammophon)
neoclassical
Il connubio discografico tra Roger Eno e la Deutsche Grammophon continua a dare buoni esiti. Dopo il discreto successo dei due dischi precedenti (“The Turning Year” del 2022 e “The Skies, They Shift Like Chords” del 2023), il musicista inglese mette a segno un’opera intensa e ispirata che si pone ai vertici della sua pur rilevante produzione.
“Without Wind, Without Air” è un progetto corale, condiviso con l’amico e produttore Christian Bazdura (co-autore anche dei due brani che aprono e chiudono l’album, “Forgiveness” e “After Rain”), con Jonathan Stockhammer (responsabile degli arrangiamenti orchestrali), con il soprano Grace Davidson e le figlie di Roger, Cecily Eno e Lotti Eno.

Il titolo dell’album è stato estrapolato dal testo di un brano del gruppo italiano The Doubling Riders (“Doubled By The Sun”), trio sperimentale e neoclassico, formato da Pier Luigi Andreoni, Francesco Paladino e Riccardo Sinigaglia, che ha inciso quattro album tra il 1985 e il 1991.
L’ovvia citazione del fratello Brian Eno induce a una logica assonanza con la musica ambient, un richiamo che regge solo in alcuni dei passaggi più descrittivi, come l’inquieto dialogo strumentale tra tastiere e archi di “Mist” e l’estatico tocco del piano di “Saudade” o quello più delicato di “Spell”.
Da sempre l’ingannevole paragone con il più noto fratello è foriero di incomprensione nei confronti dell’opera di Roger Eno, compositore incline a una musica armonicamente più ricca e ben radicata nella musica classica, a volte in contrasto con il minimalismo della musica per ambienti di Brian.

Sono tante le variabili che rendono “Without Wind, Without Air” un disco degno d’attenzione, in primis la splendida “Alembic Distillation”, un concentrato di purezza armonica in stile Erik Satie che demarca ulteriormente il confine tra ambient e neoclassical.
Alla voce da soprano di Grace Davidson spetta il compito di arricchire i brani musicalmente più elaborati, mentre la figlia di Roger, Cecily, si cimenta con una deliziosa ballata folk (“There Was A Ship”) ed Eno mette a dura prova le proprie attitudini di vocalist nella tormentata e impossibile storia d’amore di “The Moon And The Sea”.

“Without Wind, Without Air” è un disco che nasce da profonde motivazioni non solo artistiche ma anche intellettuali e spirituali. Le stratificazioni vocali e il corpo strumentale a base di ottoni e synth di “The Final Year Of Blossom” sono ricchi di funesti presagi sul futuro e sulla possibilità di nuovi conflitti e catastrofi ambientali, l’ancor più struggente “Massacre Of The Innocents, Pt 1” è invece ispirata al conflitto in Medio Oriente ed è senza dubbio una delle composizioni più solenni del musicista inglese. Di egual intensità è la title track, un racconto su note di piano che si intrecciano e dialogano con altri strumenti, lasciando che il silenzio penetri fino a scompaginarne la sommessa indole melodica.

23/11/2025

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