Tolto qualche inarrestabile successo internazionale (sombr, Alex Warren, il nostro Damiano David, Sabrina Carpenter) e le mega-star nazionali Aitana e Dani Fernandez, la top 40 spagnola del 2025 è una giungla di culi, gonne corte, inni nemmeno troppo velati alla predazione sessuale (la scandalosa “La Morocha” di Luck Ra), autotune à-la Bad Bunny e innumerevoli quanto piatte intersezioni tra urban e latin – il merengueton è forse il più terrificante di questi Frankenstein.
C’è però una mosca bianca in questo ammasso di sudore e beat posticci: “malibU” di Rusowsky. Pur composta della stessa materia latin-urban, la canzone dell’artista di Valladolid sembra provenire da un altro universo. I beat latin urban, la cadenza reguetòn e l’indolenza trap sono qui trasfigurati, storditi, fluttuanti in un’atmosfera di zucchero filato, in una dimensione dove la dolcezza e il torpore regnano sovrani.
La notizia più importante è che l’incanto non si limita a succitato singolo, ma perdura per l’intera durata di questo esordio con lo scimmione su fondo giallo flash in copertina. La notizia nella notizia è che la “Daisy” del titolo non è un culo da fiutare e braccare dalla pista della dancehall al letto, bensì una creatura idealizzata e romantizzata dal rapper di origine biellorussa, con un fare a metà tra post-modernismo e stilnovo.
E quindi le coccole digitali dei synth, i beat rallentati, l’autotune ovattato e i docili rintocchi di piano che costituiscono la docile ossatura delle varie “SOPHIA” e “BBY ROMEO” diventano il teatro di baci sognati, sospiri e insicurezze post-adolescenziali. Sulla stessa scia, ma forse ancora più tenera e confessionale, “ALTAGAMA” fa venire la tentazione di citare il bedroom pop.
Episodi più briosi come “Johhny Glamour”, con tanto di pianola house e ospitata delle Las Ketchup (?!), e il piccolo vortice dance di “pink+pink” aggiungono fantasia a un disco più movimentato di quanto si possa pensare quando ci si consegna al suo mood lento e impastato. Uno sgarro Rusowski pur se lo concede, e gli costa mezzo punto, quando invita La Zowi per una “sukkKK!!” nella quale la raffinata ospite fa tremare le casse e sanguinare le orecchie tra effluvi di “papi chulo y rapperos que le comen nel chocho (papponi e rapper che le mangiano la figa)”.
E’ un piccolo neo, con l’attenuante del gioco, in un disco che reinventa la urban latina al servizio della dolcezza e del miele, nonché uno dei lavori pop dell’anno in corso.
02/10/2025