Torna Xenia Reaper, producer che con l’esordio “Luvaphy” aveva tracciato traiettorie intriganti per un’avanguardia ambient ai confini con l’Idm più bionico. La sorpresa di quell’album risiedeva nella capacità di modellare strutture talmente sfumate da apparire metafisiche, come se un’intelligenza superiore stesse eseguendo operazioni per noi indecifrabili. “Gambling” abbandona questa attrazione per la materia, dissolvendosi in una fusione di codici alfanumerici e sinapsi sintetiche.
L’impianto ritmico cede il passo a un rinnovato slancio verso il lirismo, diafano e articolato nelle sue armonie. L’ascendenza è quella dell’ambient trance di inizio millennio, con sintetizzatori che si rincorrono all’infinito tra un battito scomposto e il successivo, voci femminili che spariscono tra cavalcate ascendenti, dissolvendo ogni traccia di percussione convenzionale in un’aura frammentata. A volte si sfiorano arpeggi ultraterreni, per poi svanire nella manifestazione di spettri luminescenti.
Volteggiando tra le stratificazioni del firmamento, INDEX: Records ci ricorda come persino le nuvole più eteree si rivelino composte di bit e circuiti, come un’opera sospesa tra battiti destrutturati e campionamenti celestiali. Quella di Xenia Reaper resta una musica del transumanesimo, una ninna-nanna per esseri angelici, ma come nel debutto ne cogliamo solo echi intermittenti. Un progetto che vibra di potenzialità inebrianti, e che per ora le lascia intuire più che esplodere.
23/05/2025