ELIZA - The Darkening Green

2026 (Log off records)
downtempo, electro-r&b

Quattro anni sono passati dal precedente “A Sky Without Stars”, che segnava il secondo debutto ufficiale di Eliza Sophie Caird, prima Eliza Doolittle e da qualche tempo solamente Eliza. Quattro anni trascorsi pubblicando prima i remix del lavoro precedente (“ASWS: Sketches & Remixes”, 2023), poi il disco live (“Live At RAK”, 2023), quindi la collaborazione con Bicep (“CHROMA 008”, 2025) e i singoli che hanno preparato il terreno per il nuovo album.

“The Darkening Green”, coprodotto con Phiro e EMIL, conferma la svolta intrapresa nel lavoro precedente e con il cambio di nome: un R&B oscuro e introspettivo, ipnotico e onirico, in cui la voce ancora lampeggia tra i beat trip-hop e downtempo. Ma là dove il punto di partenza era di base electro, qui è dagli strumenti acustici che si sceglie di partire, alcuni anche inconsueti come il flauto bansuri, o percussioni casalinghe, in ossequio a un approcio più tattile e naturale. E così ecco rim shots su rullanti modificati artigianalmente, colpi su oggetti domestici o superfici naturali e percussioni minimali come hi-hat sommessi o shaker improvvisati.

Questa scelta è coerente rispetto al nucleo tematico dell’album, che porta l’autoriflessione e il discorso sulla società all’interno della riflessione ecologica, del rapporto tra spazio urbano e natura, tra il grigio del cemento post-industriale e i verdi delle piante. 

Tra le nove tracce, “For The Hell Of It” apre con il suo andamento languido e ipnotico; “Anyone Else”, già singolo, è una canzone d’amore, con echi di r’n’b nineties, sonorità condivise con le successive “Fever Dreams” e con “Cheddar”, sull’alienazione e lo sfruttamento. “Major” medita sull’amore di sé, mentre fa capolino il bansuri. Uno stacco lo segna “Pleasure Boy” con il suo groove disco sensuale, capace di accennare a Prince; “Spiral” ha un approccio più afro, che si stempera nel ritornello; non si stempera però la rabbia sociale, come le conclusive “Because We Can” e “Zombie-Like” stanno a dimostrare.

Come nell’album precedente, le canzoni si susseguono senza soluzione di continuità, annoiando e attraendo l’ascoltatore con la medesima forza; da questo punto di vista, è un vero album ambient al tempo dello streaming, in cui la noia può essere tanto forte quanto l’interesse per l’atmosfera capace di evocare e mantenere. 

12/04/2026

Tracklist

  1. 1. For the Hell of It
  2. 2. Anyone Else
  3. 3. Fever Dreams
  4. 4. Cheddar
  5. 5. Major
  6. 6. Pleasure Boy
  7. 7. Spiral
  8. 8. Because We Can
  9. 9. Zombie-Like

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