Un vuoto lungo un lustro abbondante, dunque, passato attraverso una pausa durata circa due anni e una ripartenza che ha comportato una serie di avvicendamenti in seno alla formazione, oggi completata da Francesco D’Elia (membro dei King of the Opera) e Lorenzo Maffucci (in arte Mangiacassette, ex-Blue Willa). Risorti dalle ceneri, i Tribuna Ludu si ripresentano sulle scene in splendida forma, forti di un sound muscolare e nervoso che parla di identità scomodando la mitologia greca.
È infatti l’“Orestea” di Eschilo la fonte ispiratrice de “Le Furie”, a loro volta simbolo della vendetta e del senso di colpa che tormenta il matricida Oreste. Una chiave di lettura che i Tribuna Ludu impiegano per addentrarsi nel tema portante del disco, ovvero il conflitto interiore tra Es e Super-ego e il superamento dei propri limiti. Se insomma a livello concettuale la faccenda è tutt’altro che semplice, il contrappunto musicale è probabilmente l’opposto di quanto ci si attenderebbe dopo aver letto quanto premesso: il sound travalica infatti gli steccati di generi e definizioni per tradursi in una corsa a perdifiato tra sezioni ritmiche pronunciate e sonorità che vanno dal rock al funk, dall’industrial al big beat in un calderone ribollente in continuo mutamento.
“Le Furie” non è forse un album perfetto a ogni livello, ma è proprio in virtù di questa ostentata volontà di evitare la purezza formale, e che si traduce in un’opera quantomai viva e pulsante, che i Tribuna Ludu vincono la loro partita. Conciliando gli opposti, mitigando i contrasti.
Ci hanno fatto aspettare a lungo, ma ne è valsa la pena.
06/03/2015