Fermi tutti! Dalla Scozia arriva un'autentica ventata di freschezza, un esordio anticipato da una cassetta e da un
flexidisc andati letteralmente a ruba nel giro di pochi giorni, uno schiaffo alla logica della
next big thing nata spontaneamente.
Grace ed Eva sono due sorelle, ma anche due inseparabili amiche, cresciute in un ambiente casalingo dove la musica girava sui "piatti" come cibo e cura per la mente e il corpo:
Nirvana,
Cure,
Camera Obscura ma anche Shop Assistants e Talulah Gosh.
Con un bagaglio di canzoni energiche ma già solide e mature, le Cords hanno suonato in lungo e largo al seguito di
Vaselines,
Belle And Sebastian,
Camera Obscura,
BMX Bandits e
Chime School (gustate i live disponibili gratis su Bandcamp). Le due adolescenti di Greenock ripropongono l'etica e l'estetica della Sarah Records e la logica Do It Yourself stile C86. Non c'è nulla di premeditato o di studiato a tavolino, solo la passione per il jangle-pop scozzese e tutte le migliori suggestioni dell'
indie-pop, senza alcun confine geografico o stilistico (
punk,
shoegaze, pop, jangle-pop,
fuzz), con uniche protagoniste le voci, la chitarra e la batteria (basso e tastiere restano occasionali).
Spudoratamente orecchiabili, appiccicose più della carta moschicida, le canzoni delle Cords sono un'autentica folgorazione. Tredici capolavori pop, per poco più di trenta minuti, tredici canzoni nelle quali l'esuberanza e la freschezza corrispondono a una vena fresca e ispirata.
Cristallino e pungente, "Fabulist" è il primo eccitante biglietto da visita di Eva e Grace Tedeschi: una deflagrazione di ritmo e melodia che ridesta antichi ardori (
Primitives). Ma è solo uno dei tanti brani memorabili di "The Cords". Lo slancio melodico che stempera l'incessante e fulminea "Just Don't Know (How To Be You)" è un pugno al cuore e una carezza sul viso, splendida, trascinante, eccitante. Dei tre singoli che hanno anticipato l'album, il più bizzarro è "I'm Not Sad", scanzonato ma anche agrodolce indie-pop graziato da un intreccio vocale perfetto e da un'urgenza che giustifica la breve durata: solo un minuto e quaranta secondi. Anche "October" resta sotto i due minuti, il brano più punk e spensierato del disco. Stessa sorte per "Vera", una gioiosa quanto breve scorribanda a tempo di "ba ba ba" che tradisce una leggera malinconia, la stessa che anima i due accordi pop-punk di "Doubt It's Gonna Change", anticipando le pagine più ambiziose del disco.
L'esordio delle Cords è un'autentica scarica di adrenalina, in cui il formato base è una grezza ma sapiente sequenza di
riff e duelli vocali. Con il graffio
shoegaze e ruvido di You”, Eva e Grace cambiano le carte in tavola: è la canzone pop che
Husker Du e
Sonic Youth avrebbero voluto incidere insieme, un brano che conquista anche gli ultimi ascoltatori finora impassibili e impavidi.
A questo punto le due ragazze scozzesi tirano fuori dal cappello uno dei loro primi classici, "Bo's New Haircut": ditemi cosa c'è di più irriverente e spontaneo di una canzone dedicata al proprio cane? Giusto il tempo di prendere fiato ed ecco un'altra sferzata shoegaze, questa volta infettata di
darkwave, con "Yes It's True", una delle pagine più energiche che, insieme a "Done With You", tiene alto il tasso adrenalinico dell'album.
Quel che resta sono tre momenti di sognante fanciullezza. Il tono più colloquiale di "Weird Feeling" è non solo inaspettato ma anche frutto di soluzioni strumentali (tempi ritmici slegati e accordi frastagliati di chitarra) che aprono interessanti sviluppi per il futuro. Con "Rather Not Stay" il duo si diverte a scompigliare le carte con cambi armonici e melodici che sfiorano la magia del
dream-pop.
Con la dolcissima e per nulla leziosa "When You Said Goodbye", cala il sipario: il brano, scelto anche come singolo, è un
instant classic, una di quelle canzoni che ti invita a riprendere il discorso dall'inizio per poi riassaporare il delizioso finale.
Se vi sono sembrato fin troppo entusiasta, non importa, credo ancora nel mio intuito e non temo le ire di chi si scandalizzerà del mio resoconto finale: abbiamo un capolavoro tra le mani e a consegnarcelo sono due giovanissime ragazze scozzesi, tutto il resto è noia.