Johnny Cash

At Folsom Prison

1968 (Columbia/Legacy) | country, rock

"All you have with you in the cell is your bare animal istinct.
I speak partly for experience, I've been behind bars a few times"


Quello che varca i cancelli della prigione di massima sicurezza di Folsom per cantare di fronte a un pubblico di detenuti è un Johnny Cash già con molta polvere sulle scarpe.
Ha scritto pagine di storia della musica con i pezzi incisi alla Sun di Sam Phillips, ha iniziato a girare con il suo show (che poi diverrà fenomeno tv) insieme ad artisti come la Carter Family, Carl Perkins, Statler Brothers  (che lo accompagnano ovviamente a Folsom) oltre che con la sua amata June, che di lì a pochi mesi diverrà sua moglie, ma ha anche vissuto l'altro lato della medaglia, storie di anfetamine e tranquillanti, overdose sfiorate e arresti con conseguenti soggiorni al gabbio.

Quello che si presenta davanti al pubblico di Folsom, quindi, non è solo un artista pronto a proporre il suo repertorio di canzoni, è una persona tribolata che parla ad altre persone come lui.
Infatti le canzoni in scaletta non sono, come si suol fare in occasioni del genere, i pezzi forti di Cash, non ci sono "Walk The Line", "Hey Porter" o "Ring Of Fire", ma le canzoni scelte raccontano storie che interessano da vicinissimo il pubblico astante.
A parte la celebre "Folsom Prison Blues", splendida nel suo ritmo galoppante, al suo pubblico Cash porge ballate di solitudine ("I Still Miss Someone") e di morte ("The Long Black Veil"), storie di tentativi suicidi di evasione ("The Wall"), toccanti testamenti amorosi ("Give My Love To Rose") e struggenti lettere dal carcere ("Send a Picture Of Mother").

Ma Johnny non vuole solo toccare il cuore dei detenuti con la malinconia ("Green Green Grass Of Home") e, da stoyteller nato qual è, smorza i toni e diverte.
Scherza sulla miseria beffarda nel valzer di "Busted", sbeffeggia il patibolo in "25 Minutes To Go", esibisce un esilarante cinismo in "Joe Bean" e strappa risate in quantità industriale con "Dirty Old Egg-Sucking Dog", storia di uno scalcinato bastardino mangia-galline, e "Flushed From The Bathroom Of Your Heart", il cui titolo basta e avanza.

"At Folsom Prison" forse non è il compendio della musica migliore scritta da Johnny Cash, anche se contiene pezzi memorabili, come l'adrenalinica "Cocaine Blues", la già citata "Folsom Prison Blues" o il country semplicemente perfetto di "Orange Blossom Special" e "Jackson", ma è la fotografia migliore della gigantesca statura di questo straordinario artista.
Un disco che oltre a essere stato un grande successo commerciale, sdoganando definitivamente un genere fino a quel momento di nicchia, è la dimostrazione più viva delle doti tecniche e interpretative di Cash. Un documento sul quale si sono formate generazioni di artisti, a partire da quello Steve Earle che firma frasi preziose e sentite nel booklet della riedizione del 1999.

"At Folsom Prison" ritrae meglio di qualsiasi altro disco le tante sfaccettature della personalità artistica e umana dell'uomo in nero dell'Arkansas, uomo e artista che molto più di tanti colleghi ha saputo cadere e rialzarsi, convivere e combattere con i propri demoni, tra canzoni memorabili e clamorosi insuccessi, fino a tornare, ormai a fine carriera, per insegnare ancora qualcosa ai giovani colleghi su come s'interpreta una canzone.
Fino a prendere e cucirsi addosso, lui vecchio e malato, la canzone di un giovane dark-industrial rocker, per trasformarla nel testamento video-musicale più commovente di sempre.

Johnny il bandito e il drogato, il religioso e il trasgressore, il romantico e il compassionevole, si trova tutto qui.
Tra le mura della prigione di Folsom.

"Abbandonai la terra nel '91 per riemergere nel '95 dalla prigione di Davison County.
In quell'anno Ry Cooder mi chiese di suonare la chitarra elettrica per la canzone di John nella colonna sonora di "Dead Man Walking". Non l'avevo più visto da quando ero stato in prigione e quando entrai nello studio di registrazione lui era vicino al tavolo da biliardo con le mani in un cestino da picnic.
Mi guardò entrare e disse:  
- Steve, ti piacerebbe un po' di filetto su una delle focaccine che June ha preparato stamattina?
- Io accettai e lui rispose:
- Sapevo che ti sarebbe piaciuto
- Poi siamo andati e abbiamo registrato la canzone.

Come se niente di brutto fosse mai successo a nessuno di noi."
(Steve Earle)

(Nel 2008 è uscita una Legacy Edition dell'album, che racchiude l'intero concerto in 2 cd e un Dvd con il documentario che racconta l'evento)

(15/03/2009)

  • Tracklist
1. Folsom Prison Blues
2. Busted *
3. Dark as the Dungeon
4. I Still Miss Someone
5. Cocaine Blues
6. 25 Minutes to Go
7. Orange Blossom Special
8. Long Black Veil
9. Send a Picture of Mother
10. The Wall
11. Dirty Old Egg Sucking Dog
12. Flushed From the Bathroom of Your Heart
13. Joe Bean *
14. Jackson (con June Carter)
15. Give My Love to Rose (con June Carter)
16. I Got Stripes
17. The Legend of John Henry's Hammer *
18. Green, Green Grass of Home
19. Greystone Chapel

* aggiunte nella riedizione del 1999
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