Home è il progetto di tre musicisti di Verona: Michele Ottaviani (chitarra, voce e cori), Nicola Finezzo (basso e cori) e Matteo Zerbinati (batteria, voce e cori). “Home Is Where The Heart Is”, il loro debutto, è imperniato su un brit-rock di maniera, che spazia dal power pop, alle sofisticazioni jazzy, alla melodia triviale.
Già “Request”, groove funky rilassato alla Steely Dan, si muove sulle coordinate di bridge armonizzato, cantilena mesta, armonie vocali pop west coast degne dei CSN&Y e vocalizzi wordless. “Sunday Morning”, oltre a riff banalotto e beat frivolo, propone un siparietto alla Kinks, e “Chances” accende un chorus potenziato da distorsione cavalcante, ma espone ancora armonie vocali da vetusto Merseybeat. Anche la conclusiva “Dom Perignon 1982” aumenta il tiro (mood quasi hendrixiano), per poi adagiarsi in arpeggi facili, mentre “Know That You Know”, dopo una intro jazzata, diventa canzone acquarellata e tenuemente dondolante (Alex Chilton sullo sfondo). “People Like You” (sospensione languida e ritornello soporifero) e “No One” (vaudeville ultramelodico) completano il quadro dei clichè.
Nettissima, e poco urgente, è la sensazione di potenzialità sprecate (vedasi le jam di contorno, la produzione nitida, la qualità sonora); ancor più netta è la monotonia, la bramosia di scontatezze, l’irrilevanza. Anche l’antipatia. Fatuo.
31/05/2007