Black Lips

Good Bad Not Evil

2007 (Vice) | garage, rock'n'roll

Band come i Black Lips da Atlanta esistono forse quasi esclusivamente per ricordarci che il garage-rock è il più bello sport immaginario mai inventato dall'uomo. E dopo la pubblicazione del fantomatico "Los Valientes Del Mondo Nuevo", live registrato nell'afa appiccicosa di una bettola malfamata di Tijuana (quasi a ricordarci che certe cose si possono ancora realizzare), che fa peraltro il paio con il terrificante documento (in Dvd) "Wildmen In Action", arriva l'atteso "Good Bad Not Evil", quarto prodotto da studio per questa band di ubriaconi bonari, considerata ormai quasi unanimemente dagli addetti ai lavori una delle migliori al mondo, nel suo genere.

Garage, si è detto, e di questo si tratta. Parte l'iniziale "I Saw A Ghost", con il suo passo malfermo e singhiozzante, e sembra di ascoltare un'appendice apocrifa di Nuggets, come se un disco della California dei lontani Sessanta fosse rimasto pazientemente sepolto sotto le sabbie di Monterey per quarant'anni e fosse ora tornato in superficie perfettamente intatto e conservato.
Rispetto alla produzione passata, più scomposta e movimentata, i Black Lips sembrano tuttavia essere pervenuti a una maggiore "sobrietà" e a un più consistente controllo delle proprie strutture sonore, sebbene la musica continui a essere caratterizzata da evidenti asperità di marca garage-punk (ascoltate "Cold Hands") e da un retrogusto decisamente alcolico, lurido e farfugliante.

Si potrebbero fare i nomi di tantissimi gruppi del brulicante formicaio sixties (Seeds, Count Five, Standells, Music Machine) così come quelli di chi cercò di rilanciare la potenza del suono garage agli inizi degli anni Ottanta (Morlocks, Gravedigger Five o Fuzztones, ad esempio), ma il paragone più calzante (anche per i rimandi sottilmente tarantiniani) rimane senza dubbio quello con la felicemente ingloriosa tradizione delle pellicole grindhouse americane, all'origine di tutta una proliferazione di b-movie da antologia malata. I Black Lips esibiscono infatti una passione patologica e totalmente insana per il cattivo gusto che va a braccetto con un innato senso dell'orrido e del trash. Se a ciò si aggiunge un culto smodato per il vintage e un profondo radicamento nella cultura popolare americana (ribadito ancor più nell'ultimo disco, dove si trova più di un ammiccamento significativo a Bob Dylan, Neil Young e Johnny Cash), ecco che abbiamo come risultato uno dei gruppi più intrinsecamente "pulp" e "bukowskiani" dell'attuale panorama rock americano e mondiale.

Pezzi come "How Do You Tell..." o "O Katrina" sono sdruciti e cascanti come la tappezzeria insudiciata di una vecchia Mustang di seconda mano, mentre "Navajo" e "Lock And Key" sbraitano più della marmitta sforacchiata di quella stessa Mustang dopo una rapina. Per il resto il disco alterna numeri di burbera virilità garage "chandleriana" ("Step Right Up") ad altri in cui a prevalere è un'indolenza fancazzista molto messicana ("Trascendental Light", densa come un bicchiere di tequila) e a tratti sembra quasi di poter sentire il fruscio della sabbia calpestata da uno scorpione velenoso o il sibilo sordo di un serpente a sonagli che si infila nei pantaloni. Delizie garage per pornografi (e pornografe, beninteso) dal palato fino e trucido al tempo stesso.

Forse le partiture per esercizi di air guitar forsennato che tanto erano stati apprezzate nei dischi precedenti risultano nel complesso, in questo "Good Bad Not Evil", meno predominanti, ma il risultato finale si fa amare già al secondo-terzo ascolto e allargherà senz'altro la base di fan di questa band di culto. Non resta che concludere con un augurio (dal riflesso sottilmente criminale, soprattutto di questi tempi): ascoltate e divertitevi ragazzi!

(08/02/2008)

  • Tracklist
  1. I Saw A Ghost (Lean)
  2. O Katrina
  3. Veni Vidi Vici
  4. It Feels Alright
  5. Navajo
  6. Lock And Key
  7. How Do You Tell A Child That Someone Has Died
  8. Bad Kids
  9. Step Right Up
  10. Cold Hands
  11. Off The Block
  12. Slime And Oxygen
  13. Trascendental Light
Black Lips su OndaRock
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