Long Blondes

Singles

2009 (Angular) | pop, new wave

I Long Blondes avevano tutte le carte in regola per diventare uno dei gruppi di punta e più imitati della scena indie inglese del nuovo millennio. Buone canzoni, bel guardaroba, una leader carismatica e ispirata. Anzi, per un breve periodo, a ridosso del primo fortunato Lp, “Someone To Drive You Home”, forse lo sono anche stati. Tolti gli Arctic Monkeys, infatti, i Long Blondes costituivano la cosa migliore partorita dalla non certo floridissima scena di Sheffield negli ultimi anni. Dei potenziali eredi dei Pulp, tanto per intenderci, con tutti i crismi del caso.
Poi quella che può essere definita soltanto una sfortuna colossale ha stroncato la carriera del quintetto, proprio quando le cose iniziavano a farsi più insolite e interessanti, con un album, “Couples”, prodotto da Erol Alkan e decisamente orientato verso una forma ballabile e sintetica di post-punk rivisitato in chiave glam. Dorian Cox, chitarrista e principale compositore, viene infatti colpito da un ictus ed è costretto a lasciare la ciurma che, sprovvista del suo timoniere, preferisce sciogliere i ranghi piuttosto che proseguire senza di lui.

Il titolo del disco non deve ingannare, in esso sono infatti stipati i primi quattro singoli del gruppo, con relative b-side a corredo, più un inedito d’archivio, “Peterborough”. Sono le primissime incisioni della band, a tratti sembra quasi di origliarla mentre prova e riprova le prime vaghissime idee di canzone in qualche autorimessa abbandonata. Tra versioni primitive e piuttosto arruffate dei futuri successi “Lust In The Movies”, “Separated By Mortorways” e “Giddy Stratospheres”, si intravede già una poetica in via di definizione, persa tra vecchi vinili di Nancy Sinatra, Siouxsie, le Ronettes e, soprattutto, i Blondie.

La consapevolezza postmoderna e il fine citazionismo stilistico alla Roxy Music sarebbero arrivati più avanti, qui il gruppo somiglia per lo più a una versione garage minimale di sé stesso (per pochezza di mezzi più che altro). Tra i pezzi da annotare nell’agendina, senz’altro la bellissima “Polly”, un esercizio di puro decorativismo spectoriano in bassa fedeltà. Per il resto, le speranze residue rimangono quasi tutte riposte nell’annunciata avventura solista della bella cantante Katie Jackson. Staremo a vedere.

(16/05/2009)

  • Tracklist
1. New Idols
2. Long Blonde
3. Autonomy Boy
4. Giddy Stratospheres
5. Polly
6. Darts
7. Appropriation (By Any Other Name)
8. My Heart Is Out Of Bounds
9. Lust In The Movies
10. Seperated By Motorways
11. Big Infatuation
12. Peterborough
13. Picture Of You
14. Going Grey
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(2006 - Rough Trade)

Il brit-pop reincarnato negli anni 2000, con un gusto "glamorous"

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