OndaRock



  1. Heartless
  2. Ferris
  3. The Umbrella
  4. The Diamond Wall
  5. Venus of Willendorf
  6. Standing Horses
  7. The Last Child's Tear
  8. Frontier
  9. Fall Up
  10. Stars Are
  11. Nameless
  12. Never Get You (bonus track)
  13. The Light House (bonus track)
  14. The Visitor (bonus track)



RIO EN MEDIO

Frontier
(Manimal Vinyl) 2009
elettrofolk, avantgarde
Danielle Stech-Homsy (aka Rio En Medio) è una cantante del New Mexico dal cospicuo curriculum: le collaborazioni con Grizzly Bear, CocoRosie, Brightblack Morning Light, Vetiver, Patrick Wolf, Vashti Bunyan, oltre al patrocinio di Devendra Banhart per l'esordio del 2007 sono elementi che sottolineano la sua attitudine a un folk spirituale, poetico ed evocativo, il tutto rivestito da paesaggi sonori che confinano con l'avantgarde e la new age senza nessuna concessione alla mediocrità.
 
Più vicina alla forza descrittiva di alcuni episodi dei Popol Vuh ("Venus Of Willendorf") che all'indulgenza di molte nuove fate nordiche, la musica di "Frontier" ama contaminarsi con il glitch (sempre in "Venus Of Willendorf") e tentazioni noise, che scalfiscono, ad esempio, il fronte classicheggiante e sontuoso della splendida "The Diamond Wall".
 
Anche dietro episodi più convenzionali e folk-oriented come "The Umbrella", l'uso di synth e fiati celebra sonorità inedite, che ampliano la suggestione emotiva delle liriche; i testi sono infatti piccoli poemi, il vero centro emotivo dell'album, tutto è disegnato per ornare e rivestire le parole e la voce di Danielle.
Due delicate ballate, ovvero "The Last Child's Tear" e la title track "Frontier", sposano alchimie psichedeliche che rimandano a Vashti Bunyan, pur senza rinunciare alle contaminazioni avantgarde e glitch già citate.
A volte il suono sembra familiare, mentre in altre l'ambizione e la spinta progressive dell'insieme distolgono dall'apparente continuità stilistica: questo rende il tutto meravigliosamente ambiguo e poco rassicurante.

L'inatteso arrivo di "Fall Up", con le sue tentazioni elettro-pop, sfida la narcosi stilistica dell'album, che raramente distrae l'ascoltatore; il fascino visionario permane anche negli episodi meno riusciti, come la conclusiva "Nameless", ma l'aggiunta di tre bonus track in questa più recente edizione richiede uno sforzo che viene ripagato dalla magica follia di "The Light House", ma soprattutto dalla forza suggestiva di "The Visitor", che consolida il paragone con i già citati Popol Vuh e con il cinema di Herzog.

Con "Frontier" Danielle Stech-Homsy (Rio En Medio) supera i limiti del dream-folk e mostra ambizioni sonore prive di enfasi, a tratti il tutto sembra lambire le rive della monotonia, ma i fantasmi sonori che agitano le composizioni offrono più di un attimo di sorpresa e suggestione: come l'agonia silente che segue un delitto o come la calma che accompagna un violento temporale, la musica di Rio En Medio è rassicurante e ricca di presagi, la distrazione che accompagna a tratti l'ascolto può risultare però fatale.

(15/03/2010)