Chapelier Fou

613

2010 (Ici D’Ailleurs) | folktronica, avantgarde

Dopo un 2009 trascorso tra esibizioni dal vivo, collaborazioni importanti (ultima quella al progetto collettivo This Immortal Coil) e due Ep che ne avevano messo alla prova le capacità raccogliendo illustri benemerenze, giunge finalmente il debutto sulla lunga distanza del violinista e polistrumentista francese Chapelier Fou.

Annunciato dagli impegnativi paragoni con Yann Tiersen e gli Air, il cappellaio matto della musica transalpina in "613" si diverte a scompaginare le tessere di ogni possibile definizione attraverso dodici brani che miscelano elettronica, miniature classiche e rimandi alla musica tradizionale.

 

Il piglio dell'album è giocoso ed eccentrico, ma non perde mai del tutto di vista ambientazioni da colonna sonora, modulate soprattutto sulle corde del violino e variamente inframezzate da una presenza elettronica costante, che conduce di sovente le composizioni su derive di stampo Warp o Morr Music.

A voler cercare definizioni univoche, si potrebbe far ricadere questo lavoro nel calderone folktronico, per la sua intersezione tra retaggi tradizionali e innesti elettronici talora fin troppo pervasivi; Chapelier Fou dimostra tuttavia un discreto carattere nella sua spasmodica ricerca di una personale coniugazione tra l'aggiornamento digitale di un romanticismo un po' preconfezionato, liquide sfumature acustiche e scatenati divertissement sotto forma di luminosi puntelli elettronici e febbrili sonate per violino.

 

L'effetto complessivo è difatti a metà tra le solitarie divagazioni folktroniche di Laurent Girard (Melodium) e le torbide trame di Four Tet; ma non per questo l'artista francese disdegna incursioni in registri sonori più variegati, che spaziano dal dialogo latineggiante tra violino e chitarra ("Secret Handshake") a velate citazioni in stile Penguin Café Orchestra, fino all'abbandono decadente instillato in "Half Of The Time" dalla voce inconfondibile di Matt Elliott. Sono proprio queste ultime a risultare le più convincenti tra le mille sfumature di "613", poiché evidenziano al meglio una versatilità altrove sovrastata e quasi soffocata da iterazioni elettroniche talvolta piuttosto forzate e prolungate fino a far raggiungere all'album l'eccessiva durata di quasi un'ora.

 

Il lavoro rende tuttavia discretamente l'idea della stoffa del musicista francese, al quale non mancherà certamente la possibilità di migliorarsi, imparando a convogliare le proprie energie, anche grazie all'ormai stabile affiancamento ad artisti di riconosciuto valore, quali appunto Matt Elliott e Yann Tiersen, accanto ai quali lo vedrà all'opera l'annunciato nuovo disco di Third Eye Foundation: in tal senso "613" può costituire un buon punto di partenza anche per affrancare il suo autore da paragoni ingombranti e non del tutto appropriati.

 

(29/03/2010)

  • Tracklist
  1. G Tintinnabulum
  2. Les Métamorphoses Du Vide
  3. Luggage
  4. Hémisphère Ouest
  5. Half Of The Time
  6. Secret Handshake
  7. Inside Of You
  8. Elle Est L'Eau Qui Fait Le Torrent
  9. Grahamophone
  10. Le Quarte De Ton
  11. Le Prières à Complies
  12. Entendre La Forêt Qui Pousse
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