Four Tet

There Is Love In You

2010 (Domino) | hebdenism

Quando la classe è acqua. Una pozza limpida, in cui immergersi e percepire il mondo attorno assieme nitido e attutito. Alzare la testa rapiti da un raggio di luce che filtra in profondità. Tornare a riva e fissare le piccole increspature in superficie, il loro disegno irripetibile.

Ripetizione e cambiamento. Non è ossessione e non è stagnazione il battito elettronico di Four Tet. E' un gioco di spruzzi e mulinelli, un torrente che procede di pozza in pozza senza perdere di vivacità.

Un turbinio che nasce all'incontro di correnti diverse: un glitch di rumoricchi duttili e squillanti, un hip-hop da trapunta e caminetto, le recenti infatuazioni house e techno.
Poi rivoli subacquei, che affiorano senza farsi notare. Screziature leggere, spifferi che pian piano modificano la corrente. Il minimalismo estatico di Reich e Riley, l'ammaliamento dei Corrieri Cosmici, l'astrattismo post- che qui scopre tepore e fantasia.

E qualche zampillo dubstep. Era inevitabile, dopo la recente collaborazione con Burial. Eccolo nelle voci impalpabili, trasognate: beccheggiano calme, ogni tanto scompaiono dietro un'onda per riapparire un po' mutate. Qualcosa è permeato anche nei ritmi. Qua e là (v. "Plastic People") sembra che anche la bradicardia di Flying Lotus abbia arricchito il flusso: gocce percussionistiche sparse, handclap conviviali schioccati quando capita, senza preoccuparsi di anticipi e ritardi.

"There Is Love In You" è sgranarsi gli occhi davanti al mondo. E' stupore allo stato liquido, anzi sonoro. E' questa la chiave per entrare ancora (un'altra, fantastica volta) nel mondo di Kieran Hebden: niente di nuovo, eppure è esattamente come la prima volta. La prima volta dei samplers vocali spezzettati di "Angel Echoes". La prima volta delle chitarrine distratte sui fiumi elettronici di "She Just Likes to Fight". La prima volta del breakbeat variopinto di "Sing"; o del dancefloor da casalinghi di "Plastic People".

E della folktronica cosa resta? I suoni, sì, i tramestii casalinghi e il dolce crepitare degli strumenti acustici. Ma soprattutto una musica che non evoca paesaggi astratti, piste da ballo o scenari metropolitani. "There Is Love in You" rapisce, ma non porta via. Al contrario, getta una nuova luce sugli oggetti quotidiani, tinge gli attimi di una vitalità ineffabile. Tutto resta al suo posto, ma avvolto di gioia.
Perché Four Tet ha un solo pensiero per la testa. Un credo spirituale che valica ogni genere e linguaggio: essere felici è la cosa più bella del mondo.

(01/02/2010)

  • Tracklist
  1. Angel Echoes
  2. Love Cry
  3. Circling
  4. Pablo's Heart
  5. Sing
  6. This Unfolds
  7. Reversing
  8. Plastic People
  9. She Just Like to Fight
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