Thurston Moore

Demolished Thoughts

2011 (Matador) | folk-rock, songwriter

Chi l'avrebbe mai detto vent'anni fa che oggi, nel 2011, ci saremmo trovati con due dei paladini del noise-rock americano come J Mascis e Thurston Moore alle prese con in braccio chitarra acustica e voglie da crooner ante litteram? A dire la verità, la "normalizzazione" di Moore, in veste Sonic Youth, era già avviata da tempo, almeno dal 2006, quando "Rather Ripped" ne segnò la svolta pop-rock.

Moore, però, ha sempre tenuto per sé delle sacche nelle quali infilare le sue più estreme volontà musicali, già quando la "gioventù sonica" era all'apogeo della sua creatività (l'esordio solista, "Psychic Hearts", è datato 1995). Ma mai l'avevamo visto spogliarsi della fedele Jazzmaster per circondarsi di una piccola orchestra di archi, arpe e chitarre acustiche. Una vera rivoluzione copernicana, avvenuta sotto la supervisione e la produzione di un'altra eminenza dell'underground americano quale B
eck
.

Per mesi si sono sprecate le indiscrezioni sul contenuto del lavoro di una coppia di geni così propensi alla sperimentazione, pur in ambiti non proprio complementari. Il singolo "Benediction", che ha anticipato l'uscita del disco e lo apre, svela gran parte degli elementi che ricorrono lungo tutti i quarantasei minuti di "Demolished Thoughts". Una voce sussurrata accompagnata dalla dolente chitarra di Moore, che si circonda di archi ariosi e sibillini a creare una soffusa atmosfera folk a metà tra il Beck più intimista di "Sea Change" e "Mutations", il cantautorato visionario di Nick Drake e qualche deragliamento più rumoroso di matrice tradizionalmente sonica.
Il gioco pare funzionare bene all'inizio, resta piacevole anche nella successiva "Illuminine", che potrebbe benissimo essere la versione acustica di un qualsiasi brano recente dei Sonic Youth, e nella seguente "Circulation", noise-punk imbrigliato nelle forme del folk, ma alla lunga diventa stancante. Arpeggi volteggianti, stratificazioni raffinate e la ricerca della melodia diventano ossessioni in repeat che non aggiungono granché a quanto sentito nei primi minuti dell'album.

Uno sfogo liberatorio per i "pensieri demoliti" del cantautore americano, elegante e senza cadute di stile pur scemando nella seconda parte, che mostra un lato finora semi inesplorato delle qualità del Moore compositore. E tutta la sua grandezza di musicista a tutto tondo. Come a voler dire "se avessi voluto, avrei potuto fare anche questo". Ma forse ci piace ricordarlo al fianco dell'amata Kim Gordon alle prese con feedback lancinanti e rumorismi carichi di livore.

(28/05/2011)

  • Tracklist
  1. Benediction
  2. Illuminine
  3. Ciculation
  4. Blood Never Lies
  5. Orchard Street
  6. In Silver Rain with a Paper Key
  7. Mina Loy
  8. Space
  9. January
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