A Place To Bury Strangers

Worship

2012 (Dead Oceans) | shoegaze, noise, wave

Terzo lavoro per il trio newyorkese più rumoristicamente eccitante del nuovo millennio: nomea invidiabile che la formazione guidata da Oliver Ackermann si è garantita grazie all'eco dei primi due album - in particolare "Exploding Head", incensato dalla critica specializzata internazionale e amato a dismisura dagli abituali frequentatori del rinsavito noise/shoegaze.
Gli infuocati live set in giro per il mondo hanno fatto il resto, e all'inizio di quest'anno l'Ep "Onwards To The Wall" ha occupato il mercato ad arte, generando una grande attesa per il terzo fatidico album.

Oggi "Worship" conferma tutte le grandi qualità della band, focalizzandosi ancor di più su suoni di matrice wave, consolidando importanti punti di contatto con Jesus & Mary Chain e My Bloody Valentine, con in più quel tratto di ombrosità pseudo-dark che rimanda alle visioni di Ian Curtis. Confronti che farebbero arrossire chiunque, ma non Ackermann, che trova nelle proprie produzioni musicali il miglior veicolo promozionale per far conoscere al mondo non solo gli evidenti meriti compositivi, ma anche le mirabilie dell'effettistica per chitarra che lui stesso idea e commercializza attraverso la società Death By Audio - un po' quello che fa Xabier Iriondo dalle nostre parti, solo che Oliver si ritrova al cospetto di una sempre più ampia platea internazionale.

"Worship" ribadisce il cambio di bassista: Jono Mofo, dopo essere convolato a nozze, ha deciso di abbandonare la partita, spianando la strada all'ingresso di Dion Lunadon. Confermatissimo invece Jay Space alla batteria. Il trio, così rinnovato, sorprende meno rispetto ai due album precedenti, in quanto sostanzialmente si ritrova a percorrere i medesimi sentieri, evidenziando però la scelta di volersi assestare più su binari Jesus & Mary Chain e meno su frequenze Sonic Youth: un percorso che tende più all'orecchiabilità e a certi suoni sintetici, piuttosto che alle deformazioni noise, comunque sempre ben rappresentate dal rumore bianco rintracciabile un po' ovunque.

Viene meno l'effetto sorpresa, ma lo stupore non svanisce del tutto, grazie alla moltitudine di suoni che sin dalle prime note si abbattono sull'ascoltatore. Dopo il trittico iniziale da applausi ("Alone", "You Are The One" e "Mind Control") che stabilisce inequivocabilmente il climax del disco, gli A Place To Bury Strangers, nella parte centrale della tracklist, cercano il colpo ad effetto sulle architetture. L'imperiosa title track che ricomincia due volte spiazza piacevolmente; "Fear" è inaugurata da un minuto di feedback prima di affrontare impreviste evoluzioni che ricordano molto i Black Rebel Motorcycle Club; "Dissolved" sembra addirittura due canzoni in una, con una prima parte dannatamente avvolgente che lascia poi spazio a ritmiche tipicamente electro wave.
Il proto-punk di "Why I Can't Cry Anymore" spiana la strada per l'unico vero assalto sonico, che si consuma con "Revenge" soltanto all'ottava traccia. Per stemperare i toni seguono strategicamente la più orecchiabile "And I'm Up" e quella "Slide" che rappresenta l'unico momento di calma di "Worship". Si tira un attimino il fiato e si fanno riposare i padiglioni auricolari, ma prima di mandare tutti a nanna c'è ancora l'urgenza del colpo finale, che prende le sembianze di "Leaving Tomorrow".

"Worship" si rivela un disco caldamente consigliabile: quarantaquattro minuti in grado di consolidare la fama internazionale della band, sottraendola al boomerang dell'eccesso di deliri noise senza compromessi, muovendosi verso direzioni non sempre completamente prevedibili, e per questo motivo assolutamente benvenute.
La principale dote del trio newyorkese risiede nella capacità di sposare sperimentazioni rumoristiche poco allineate con un'innata attenzione per la melodia, sintetizzando il tutto nel formato "canzone". Distorsioni e feedback infettano basi a volte sintetiche, in cui non si ha il timore di sostituire suoni analogici con una drum machine. A Place To Bury Strangers stanno insegnando alle nuove generazioni come condensare noise e wave dentro una (alt) pop song.

(01/07/2012)

  • Tracklist
  1. Alone
  2. You Are The One
  3. Mind Control
  4. Worship
  5. Fear
  6. Dissolved
  7. Why I Can't Cry Anymore
  8. Revenge
  9. And I'm Up
  10. Slide
  11. Leaving Tomorrow
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