Venezia

La Culla

2012 (800A Records) | alt-rock, songwriter

Dopo un mirabile passato punk-blues che va dai pieni anni 80 ai 90, il siculo Andrea Venezia si riscopre cantautore e pubblica "Dalle macerie" (MinervArt, 2009), ancora derivativo delle filastrocche da belzebù di Vinicio Capossela e bloccato in un vicolo cieco fatto di riverbero vocale (di quando in quando sciamanico, come ne "Il treno"), armonica a bocca, e sporadici battiti elementari.

Qui l'autore intuisce però l'idea chiave del suo debutto vero e proprio, intitolato "La culla", in cui seleziona le migliori canzoni di "Dalle macerie" compilandole assieme a nuovo materiale e le arrangia per complesso electro-rock. Il punk 'n' roll sotterraneo dei Suicide e il garage industriale degli Swans regnano sovrani, e infettano il nuovo bluesman maledetto per brani come "Il pozzo", "Oramai", che quasi evoca Von Lmo, il requiem di "Mondo di consumi", la bombastica "Troppo tardi", con dannazione tutta Tom Waits-iana e "La culla", un'autoflagellazione dei primi Bad Seeds.

L'armonica squillante ruba spesso la scena, come nelle due parti di "Whiskey Harp" (a ricordare la sequenza di "Religion" nel primo albo dei PiL), tanto nella prima, un soliloquio spettrale, quanto nella seconda, un glorioso stomp con tamburi bellicosi. Se "Dolce è la sera" acquieta il batticuore con una smunta presa per i fondelli della "Whiter Shade Of Pale" dei Procol Harum, "Cicli" è un'altra parata di vandalismi burberi e "Cenere e fumo" è un'ultima fitta alla Bo Diddley.

Venezia non reinventa la figura del bluesman, ma ne sabota comunque le fondamenta, rispettandone l'essenzialità dannata dei grandi e sostituendola con quella delle altre ere (la new wave). C'erano di mezzo i rischi dell'effetto laboratorio e l'effetto nostalgia: li ha evitati entrambi creando nuovi effetti di straniamento, marcando le assonanze, sfruttando l'alienazione incorporata negli stilemi che prende a prestito proclamandosi vegliardo cantore di una nuova era di frustrazione di massa. Distribuito anche su iTunes.

(21/04/2012)

  • Tracklist
  1. Troppo tardi
  2. La culla
  3. Il pozzo
  4. Whiskey Harp (parte 1)
  5. Whiskey Harp (parte 2)
  6. Dolce è la sera
  7. Oramai
  8. Cicli
  9. Mondo di consumi
  10. Cenere e fumo
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