Bifrost Arts

He Will Not Cry Out

2013 (self released) | folk-gospel, sacred hymns

Si dice sempre che le domande sono più importanti delle risposte. E così, appena qualcuno dichiara di avere incontrato una qualche risposta ai propri interrogativi, subito ci viene da pensare che non abbia più niente di interessante da dire. Eppure, l’esperienza ci dice esattamente il contrario: ogni risposta in cui ci si imbatte porta con sé un’infinità di altre domande, ci spinge ad andare ancora più a fondo di quello che siamo.
È un po’ quello che succede quando pensiamo alla musica sacra: ci sembra per definizione qualcosa che non ha niente a che vedere con le domande di tutti i giorni. Bene, i Bifrost Arts sono nati proprio per dimostrare il contrario: raccogliendo la sfida di restituire l’eredità secolare della musica sacra alla realtà del presente, con tutta l’urgenza dei suoi interrogativi.

Tutto è cominciato da due amici, Isaac Wardell e Joseph Pensak, e da una riflessione comune: “Quando accendi la radio su una stazione di musica cristiana, le canzoni non ti pongono delle vere domande, non toccano le sfaccettature del cuore dell’uomo. Se invece apri un vecchio libro di inni sacri, in quelle parole puoi riconoscere subito i tuoi problemi”. Per questo, i due hanno deciso di provare a ridare attualità allo spirito di quella tradizione. E hanno dato vita a una sorta di collettivo aperto di artisti, tra le cui fila hanno militato esponenti di tutto rispetto della scena folk americana degli ultimi anni (da Damien Jurado a Laura Gibson, da David Bazan agli Welcome Wagon).
Dopo aver pubblicato tra il 2008 e il 2009 due dischi incentrati principalmente sul recupero del passato, con il loro terzo lavoro, “He Will Not Cry Out”, i Bifrost Arts puntano ora a proseguire e rinnovare essi stessi quella storia cui hanno deciso di rifarsi. Scrivendo nuove canzoni in cui le parole degli inni di un tempo possano vibrare di un più prossimo qui e ora.

Tra i protagonisti di questo nuovo volume, realizzato per la prima volta grazie al crowdfunding, spicca anzitutto il nome del songwriter newyorchese DM Stith, che presta la sua voce ombrosa agli episodi più inquieti del disco, dall’intreccio di arpeggi e pulsazioni di “By His Wounds” alle note di pianoforte che introducono “He Is Given”.
Ma rispetto ai toni eterei di “Come O Spirit!”, primo capitolo del progetto Bifrost Arts, i brani di “He Will Not Cry Out” si inoltrano verso un folk-pop dal calore più avvolgente, non lontano dal cantautorato di Jon Foreman e Radical Face. A testimoniarlo è soprattutto il morbido dipanarsi di “We Are Not Overcome”, con il suo battito solenne sostenuto da cori e fremiti di archi. Più che l’afflato liturgico delle tracce poste in apertura e chiusura della scaletta (“Psalm 90” e “Agnus Dei”), a definire la personalità di questo nuovo lavoro sono allora i momenti meno austeri del disco, tra i toni bucolici della title track e il crescendo alla Sufjan Stevens di “Take Us O Lord”.

La drammaticità del sacrificio e la tensione alla speranza prendono forma attraverso le pagine bibliche (i versi dei Salmi in primis), ma anche tramite maestri e poeti di cui seguire il solco. Le parole del teologo Dietrich Bonhoeffer, declinate in “Bonhoeffer's Prayer” secondo una dolcezza che richiama le armonie al femminile di Lily & Madeleine, possono convivere così in una sorprendente unità con i versi di Leonard Cohen: la delicata rilettura della sua “If It Be Your Will” suona come la più intima delle preghiere. “If it be your will that a voice be true/ From this broken hill I will sing to you/ From this broken hill all your praises they will ring/ If it be your will to let me sing”.
È proprio questo il cuore di tutto il progetto: la riscoperta del canto come possibilità di esprimere la parte più profonda di sé, e di condividerla con gli altri. Perché quelle dei Bifrost Arts sono anzitutto canzoni da condividere: “Vogliamo portare la musica e tutta la sua realtà emotiva e spirituale fuori dallo studio di registrazione e in mezzo ai salotti affollati, ai bar rumorosi e alle chiese di quartiere, dando testi e spartiti per permettere a tutti di unirsi al coro. Perché la Canzone – la forma, il genere, la linfa vitale dell’Americana – dovrebbe essere condivisa. Amici che entrano in legame con altri amici, scettici e credenti che condividono lo stesso banco, gente spezzata che canta la propria speranza”.

(19/11/2013)

  • Tracklist
  1. Psalm 90 (Feat. Sarah Gregory)
  2. Psalm 46 (Feat. Chelsey Scott)
  3. We Are Not Overcome (Feat. Robert Heiskell)
  4. By His Wounds (Feat. DM Stith)
  5. Bonhoeffer's Prayer (Feat. Molly Parden)
  6. He Will Not Cry Out (Feat. Sanders Boehlke)
  7. Psalm 126 (Feat. Molly Parden)
  8. He Is Given (Feat. DM Stith)
  9. If It Be Your Will (Feat. Sam Bush)
  10. Take Us O Lord (Feat. Aimee Wilson)
  11. Agnus Dei (Feat. Timbre Cierpke)
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