Departure Ave.

All The Sunset In A Cup

2013 (self-released) | jazzy psych-pop

C’è qualcosa di miracoloso, nella musica dei Departure Ave.: nelle nebbie autostradali che sembrano ricoprire le loro canzoni si scorgono lampi lontani e forme guizzanti o mastodontiche, una vita brulicante da osservare senza interferire, da spettatori impalpabili. È come se il mondo creato nella sua stanza da Jack Tatum trovasse confini più ampi, forme più definite, aloni magici e immateriali – quella padronanza che va cercando, forse senza trovarla.
C’è poi il miracolo collaterale – e da confessare con un pelo di inevitabile provincialismo – del fatto che “All The Sunset In A Cup” è lo straordinario esordio di un quartetto romano. Senza timore va confessato che si tratta, per chi scrive, di uno dei migliori dischi italiani da diverso tempo, in una scena italiana in genere contratta e autoreferenziale, che qui trova respiro e personalità.

La tavolozza di suggestioni creata dai Departure Ave. nel corso del disco, ma anche delle singole canzoni, è sorprendente: i brani si sviluppano con intensità volubile (le ariose punteggiature armoniche e gli scrosci chitarristici di “27b”, improvvisamente mutanti in un’irresistibile jam latina), passando da ambigue suggestioni noir (la strumentale e ancora latineggiante “Amarillo, TX”, che potrebbe venire dai Talk Talk che mettono in musica un film di F.F. Coppola) a inaspettati lucori psych-jangle (“How We Sang”) e divertissement prog (“Do You Remember The Sun?”).
La voce ovattata (fin troppo, forse l’unico difetto di produzione) di Lorenzo Autorino disegna panorami ondivaghi, perdendosi negli arabeschi essenziali e plastici della band (l’ottimo divagare urbano “Subway”), con la coinvolgente chiusura alla Mazzy Star di “Call Out The Doc” a fare la parte del leone.

Qualcuno li potrebbe pensare come una versione elaborata (vagamente proggy-math), raffinata e aggiornata ai tempi della Captured Tracks dei Karate: fatto sta che “All The Sunset In A Cup” è uno dei pochi dischi prodotti non solo quest’anno, ma anche negli ultimi dieci, che non sfigurerebbe nel catalogo di qualsiasi etichetta oltre confine.

(24/09/2013)



  • Tracklist
1. And Revery
2. No Conclusion
3. 27b
4. Unhappy Emily
5. Amarillo, TX
6. How We Sang
7. Subway
8. Do You Remember The Sun?
9. Call Out The Doc
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