Eagleowl

This Silent Year

2013 (Fence) | anti-drum-core, post-folk

Germogli che hanno preso vita con serenità, fragili sculture di folk plumbeo che hanno annaffiato le strutture imponenti di otto frutti proibiti: questo è “This Silent Year” esordio definitivo degli scozzesi Eagleowl, dopo due pregevoli Ep. Ora è arrivato il tempo di accogliere le loro languide serenate: la band applica la stessa chirurgia dei loro conterranei Mogwai, eliminando il superfluo e conservando il tono lirico e armonico. 
L’ex-duo primigenio nato nel 2005 si è evoluto in una band di sei elementi, in compenso il suono ha perso elementi spuri come glockenspiel, mandolino ed elettronica, facendo sì che la narrativa folk si sia disciolta in accordi distorti che non hanno l’impatto brillante dei loro live-act ma possiedono la statura per divenire timeless.

Sono il violino, la chitarra elettrica, il contrabbasso e il violoncello, appena turbati da batteria e harmonium, i protagonisti del disco, per un post-folk elegiaco a tratti ruvido come i Velvet Underground e spesso estatico come i Low. In “This Silent Year” nulla è comunque lasciato al caso: il gruppo ha utilizzato il tempo necessario per definire ogni piccolo dettaglio, per studiare accordi in chiave minore che danno spazio alla creatività di tutti gli elementi della band, per un album che è frutto di un vero collettivo sonoro.
Agli amici di vecchia data, i Woodpigeon, è dedicata una delle armonie più ispirate, quella “Eagleowl Vs Woodpigeon” che risponde all’omaggio fatto all’epoca dai canadesi, con un giro armonico ossessivo rubato all’iniziale “Forgetting” e ampliato con sontuosi accordi di violino e gentili armonie vocali. Batteria e percussioni suonano sempre aride e ricche di dinamica, allentando la presa giusto un attimo per raccontarci di amori intricati in “It's So Funny” con tono leggero e disinvolto, per poi inoltrarsi nel mondo del chamber-folk con lo strumentale “Soft Process”.

C’è una tensione emotiva palpabile in ogni brano dell’album, anche se in “Too Late In The Day” esplode tutta l’energia altrove sommersa: tra giochi d’archi quasi da soundtrack neoclassica, e pause che sembrano un respiro si sviluppa un crescendo post-rock che attende il trionfo finale tra noise e accenni di jazz-progressive alla King Crimson.
Recuperato dal singolo “Sleep For The Winter” il capitolo finale “Laughter” sembra voler donare una speranza con il suo dolcissimo intreccio di chitarre e harmonium, è però impossibile ignorare il cupo e straziante romanticismo di “Not Over”, una piccola sinfonia della sofferenza e della solitudine che si dimentica con fatica. Il tocco possente della batteria e del contrabbasso, il pizzicare delle corde, il matrimonio perfetto di violoncello e harmonium (suonato dal bravo Rob St .John, autore di un interessante album solista) e il gioco a due voci sono elementi di un incastro perfetto che viene strappato con forza da incursioni noise nel finale.

Tracce spurie di psichedelia agitano le acque di “This Silent Year” per prendere definitivamente forma nella incisiva ballata folk “Summerschool”; esse però si insinuano altrove, tra le mai prevedibili distorsioni di chitarra elettrica e le sinuose scale armoniche del violoncello, aggiungendo una nuance che rende ancor più rimarchevole e interessante questo esordio a lungo atteso, per fortuna non invano.

P.S. L'album è una limited edition di poche centinaia di copie.

(12/07/2013)



  • Tracklist
  1. Forgetting
  2. Eagleowl Vs Woodpigeon
  3. Not Over
  4. Summerschool
  5. It's So Funny
  6. Soft Process
  7. Too Late In The Day
  8. Laughter
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